Non fa parte del Sindacato Giocatori, ma ha diritto di voto come tutti e nei giorni scorsi era stato, assieme a J.J.Watt e a Russell Wilson, l'oppositore più autorevole dell'approvazione del nuovo CBA, il principale bastian contrario alle proposte di modifica del contratto collettivo della NFL avanzate dalla Lega e avallate dai proprietari delle 32 franchigie partecipanti al campionato. Eppure, in queste ore, alle riunioni dell'Associazione Aaron Rodgers non c'è, pur se atteso, e - cosa se possibile ancor più allarmante perchè evidentemente collegata all'assenza del quarterback di Green Bay - non c'è neanche il suo vice-portavoce per conto dei Packers, Mason Crosby. Il motivo sembra facilmente intuibile: la NFLPA, vista dall'esterno, non appare come il massimo dell'unità, altrimenti Okung, che a differenza di Rodgers ne è un rilevante componente, non l'avrebbe palesemente affrontata a muso duro denunciandone l'operato di negoziazione 'poco trasparente' al National Labor Relations Board.
Fabrizio Mancini
Le lunghe notti della NFL
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