NFL SUPER BOWL 2025 - Seahawks 29 Patriots 13
- Fabrizio Mancini
- 3 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Seconda apparizione ai playoff, stavolta con accesso al Super Bowl numero 60, per i New England Patriots del dopo-Brady: un quasi-ventennio di dominio bostoniano - sette anelli su nove partecipazioni - con, proprio in mezzo, l'unica vittoria dei Seattle Seahawks, oggi favoriti per il bis sull'erba del Levi's Stadium: Kenneth Walker appare, del resto, irrefrenabile fin da subito e Darnold va largo da Kupp per la soluzione intermedia di un calcio da vantaggio minimo (Myers dalle 33, 3-0 Seattle): a parità di fruttuosi colpi difensivi, tuttavia, mentre Hall/Witherspoon affondano un paio di sack intimidatori e Maye spinge il suo offensive-team secondo latentissime velocità di crociera, riecco Darnold riprendere ad assuefarsi alle formidabili spinte ripetute di Kenneth Walker, eletto in sede di epilogo MVP del match: Myers, dunque, bissa al piede (6-0 Seahawks), Mills resacka Maye, qui addirittura intralciato, in contemporanea, dal compagno Jared Wilson, con Kupp/Holani di funzionale alternativa al solito Walker e il corpo teso di Gonzalez volante senza intercetto a protezione della propria endzone, altrimenti violata al 1000% da una viceversa scongiurata ricezione-touchdown di Njigba. Per Myers una terza incombenza da field-goal con cui fare conti di metà partita finora indiscussi (9-0 Seattle) poi, al rientro dall'intervallo e dal contestato concerto di Bad Bunny, fugge via sciolto, palla in mano, pure Darnold, pur senza - ovviamente - oscurare un Kenneth Walker stradominante nella catch and run introduttiva al 12-0 Seahawks (sempre Myers ok nel tiro da tre): Seattle si permette pure un passaggio in spogliatoio di Njigba, intanto che NE si aggrappa alla partita tramite il sack di Milton Williams, ma scatena problemi peggiori l'assalto-fumble di Hall a Maye, spossessato da Murphy, con lo stanco arretramento di Gibbens a non arrivare sul susseguente esterno-touchdown, altezza 16-Pats, Darnold-Barner (19-0 Seahawks). Maye, stavolta, puntando un doppio Hollins, innalza d'improvviso il grado-zero della sua prestazione: l'ex Bills, al secondo tentativo, gli agguanta infatti in endzone, battendo Woolen, l'assistenza del 7-19 e Ponder quasi deruba Darnold, come di là prova a fare Bryant, non completando un intercetto che, a distanza di 90 secondi, sarà Love a rifinire. Kenneth Walker, peraltro, ne elonga il ritorno rispettivo, con Myers nei pali per il 22-7 Seattle e Witherspoon a deviare aggressivo una forma di pass-interception di Maye, riportata a punti pieni da Nwosu (29-7 Seahawks): su Santa Clara, per i verdeblu di coach McDonald, spira ormai una tersissima aria di festa preventiva, di cui Demario Douglas/Diggs possono - amaramente, molto amaramente - approfittare, idem Stevenson, smarcato a mèta dall'ultima smistata di Maye, al quale centrale di conversione, però, si oppone infine l'insuperabile Bryant. 29-13: il 60esimo Super Bowl è di Seattle.


Commenti