NFL 2025 WEEK 17 - Chargers 16 Texans 20
- Fabrizio Mancini
- 2 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Strabilianti le ultime medie di Los Angeles Chargers (7-1) e Houston Texans (7-0), nonostante nelle rispettive Division ci sia chi ha fatto di meglio, e questo addirittura nella stagione delle débâcle di Chiefs e Colts: strabilianti come il siluro da 75 yards che Stroud dirotta da Higgins, destinazione-touchdown, ben oltre il posizionamento in secondaria, fin troppo avanzato, di Donte Jackson (7-0 Houston), un meteorite replicato appena più tardi, su estensioni lievemente ridotte, con L.A. stavolta anche piazzata - Molden -, ma parimenti battuta da Noel (14-0 Texans). Herbert, di là, vive momenti decisamente più complicati, sackato doppio com'è da Anderson/Rankins, con il piacevole intermezzo, però, della deviazione di Hand, accomodante un intercetto-Chargers tra le mani di James, dal quale Hampton lascia dipartire un rushing trasversale ben disponibile a smuovere, al piede, lo score californiano (Dicker dalle 27, 3-14): è la favilla che convince anche Herbert a sparare profondo, da Quentin Johnston, un 3rd e 13 che, accorciato a seguire su Gadsden, incoccia il controintercetto da droppata alta di Al-Shaair, presto bissato a maglie opposte da Molden, pur non riabilitato né da Herbert, quasi depredato dall'urto-fumble di Autry, né da Dicker, out al calcio altezza 32. Di una semi-persa da contatto (Mack-Schultz) cade poi vittima anche Houston, salvandosi per sopraggiunti limiti di campo, fortunatamente utili per una eventuale ricopertura-Chargers, in allungo individuale Herbert incassa pure un frenante colpo amico - da Zion Johnson - e Stroud può perciò riguadagnare via Nico Collins/Hutchinson l'approdo felice del field-goal ok di Fairbairn (17-3 Texans), con Keenan Allen fuori da un 3rd abbondante anche attraverso l'offside di Anderson, la ricezione-touchdown di Gadsden a tener botta sul mezzo scramble di appostamento al passing del quarterback di casa (10-17) e un pugno di accelerazioni di Marks cui, per il field-goal a segno di Fairbairn, contribuisce Jawhar Jordan (20-10 Houston). A sostegno di Herbert, allora, al fianco automatico di Gadsden, ecco venir fuori - tardìno - McConkey, col tonnellaggio di Togiai barriera insufficiente nella respinta pre-endline dello sprint a punti di Hampton (16-20, Dicker out anche all'extrapoint), ma più inutile ancora risulta, in contrapposizione al fallo contemporaneo di Still, il sack di L.A., da turnover solo teorico, affondato su Stroud da Oweh/Henley. Vincono i Texans.


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