NFL 2025 WEEK 13 - Patriots 33 Giants 15
- Fabrizio Mancini
- 3 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 24 apr
Calendario dalla parte dei New England Patriots, al Gillette per centrare la decima - su undici ancora ipoteticamente totali - W stagionale di fila, prima che il loro doppio confronto prossimo con Bills e Ravens possa delineare, e sulla carta può, internamente alla AFC soprattutto, scenari diversi: l'esonero di Daboll non ha, del resto, rinforzato i New York Giants, attualmente ben più dimessi di prima, anzi, e oggi assaltati fin da un lungo kickoff-return di Jennings, per un fisiologico rallentamento successivo che, nonostante Hollins/Diggs, conduce allo sblocco minimo del punteggio, al piede, di Borregales (3-0 NE). Il secondo cambio di marcia, parimenti imminente, lo scala per direttissima, invece, e sempre di ritorno Marcus Jones (94 yards stavolta, 10-0 Patriots), mentre Van Roten rinfaccia a brutto muso a Landry la cattiveria ingiustificata di un contatto con Dart, duro sì, ma affatto comparabile alla susseguente testata omicida, sul casco della stessa vittima, di Elliss, per la quale paga, tra parentesi, in termini di violenza non necessaria la reazione di Theo Johnson: Maye, e meno male, la contesa preferisce giocarsela sul tecnico di un esterno lungo (Henry), girato poi a scendere in endzone, oltre Flott, su Boutte (17-0 NE), con Banks, finalmente, a vivificare anch'egli di ritorno NY impiegando, via Dart, la collaborazione di Slayton, una freccia nel diretto rilancio in touchdown, dalle 30, di una semplice ricezione di partenza (7-17). Bella scossa promettente per gli ospiti questa, anche alzata di watt ulteriori da un inesauribile Singletary, alla quale, però, l'ovale di un field-goal, malamente mancato dal non-tiro di Koo, stacca a strappo la spina dal muro della partita dei Giants, assieme alle riproposte a tutta di Henderson, cui Maye, sparando in endzone, altezza 33, un 3rd e 9 frontalmente inseguito da Kyle Williams, rende i meritori encomi di ringraziamento (Adebo a vuoto, 24-7 Pats): quando poi l'Elliss di cui sopra maltratta pure un kick-return di Olszewski, Mapu può colorare di biancorosso quel così ricavato possesso da fumble che Hollins spinge in volo sulle coordinate del field-goal ok di Borregales (27-7 NE) raggiunte altresì, per vie diverse, da Douglas/Stevenson: il calcio-bis, nei pali, dello stesso Borregales sfocia nel 30-7 Patriots e, unendosi ad un 4th e 6 incompleto Dart-Theo Johnson, convince Maye-Diggs a sfidare, tracotanti ma non immuni dal contrappasso di un field-goal qui out dell'attivissimo Borregales, lo scoglio di un analogo down estremo per un flop solo ora seriamente punito da NY, giù tenace con Tracy, la super-run ad arco di Singletary e l'eterna preparazione di Dart ad un centrale di conversione ben parato in endzone, prima di Carlton Davis, da Slayton (15-30). Anche Borregales, però, è ingiusto rientri in spogliatoio, nell'entusiasmo generale di una squadra ad acclarato ormai 11-2 di media, con la delusione non smaltita di un errore tuttora riparabile: Maye, allora, fa lavorare per lui Henderson/Diggs, tra un touchdown di Henry annullato da uno shift illegale e proprio l'agognato field-goal, a bersaglio, del kicker dei Pats: 33-15 NE.


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