NFL 2026 WEEK 8 - Steelers 27 Browns 6
Se Lamar Jackson dovesse, come sembra, restare fuori ancora un altro mese, la AFC North perderebbe sicuramente, con la relativa resa dei Ravens, una delle proprie candidate ai playoff, a meno che a Baltimore non consolidino l'ingaggio, non ancora certo ma ci si sta lavorando, di Jakoby Brissett. L'odierna Pittsburgh Steelers-Cleveland Browns è comunque partita più rilevante di quello che normalmente sarebbe: ipotesi facilmente prevedibile, Pittsburgh la programma, perciò, sui canoni di un football parecchio intimidatorio, col roughing (volontario, non giriamoci attorno) di Brisker che infortuna - ma rientrerà presto - Deshaun Watson, seguito da un regolare attacco-fumble pro-Everette, convalidato sì da un challenge giallonero ma, alla luce del troppo scarso supplemento-yards da rigiocata di Warren, anche non ricompensato a punti dal field-goal out di Boswell. Tutt'altro che una congiuntura rassicurante, peraltro, anche il rientro al lancio di Watson, sackato infatti, blindisde, da Queen, con persa ricoperta (Benton) e accelerazione tripla di Dowdle, dalle 33 alla endzone dei Browns, violata definitivamente dall'ex Cowboys in un progressivo, immarcabile slalom di accesso (7-0 Steelers): quella stessa mèta agognata verso la quale il sack di Herbig prova a ricondurre un Warren stavolta incontenibile, pur se di nuovo nei limiti di un secondo field-goal, questo almeno imbroccato, dalle 20, di Boswell (10-0 Pittsburgh). Highsmith, intanto, mura Watson, con Queen a un nonnulla dall'intercetto, e Fannin anima solitaria di una tumultuosa quanto reiterata ripartenza ospite, parimenti soddisfatta al piede da Szmyt per l'apertura di un parziale di -7 (3-10) che, di là, Rodgers-Washington, appena rallentati da una reverse-fumble di Dowdle - salva gli Steeelers la riacquisizione di Fautanu -, stornano a loro volta attraverso il piede, ormai revisionato, di Boswell (13-3 Pittsburgh). Sponda avversa, tocca invece, al duo Concepcion/Boston elevare di continuità il livello tecnico della regia, parimenti in crescendo, di Watson, nonostante il sack di Watt riporti i Browns, col calcio-bis di Szmyt, ad una ancor minima riduzione del divario (6-13) ma lasciando sul cronometro dell'Acrisure, tramite l'affondo sontuoso di un super-Warren, tempo sufficiente pre-halftime ad una ottima combinazione frontale Rodgers-Freiermuth che, allo scadere, uno snap diretto per il medesimo tight-end di casa scioglie a punti nello sneak a valanga del 20-6 Steelers. Agonizza già adesso Cleveland, come a chiunque succeda di dover pagare tutta assieme la parcella completa e senza sconti di un touchdown subìto a un secondo dall'intervallo: diagnosi aggravata, di rientro, dalla maestosa cavalcata di Darnell Washington - 58 yards - al rilancio di un bel lift di Rodgers, con rushing centrale, saltando il tackle di Delpit, di Warren dalla minima (27-6 Pittsburgh). Quel Warren, di lì a poco, passibile di un fumble in ricaduta al seguito di un ennesimo, personale strappo d'autore: l'identica disavventura sfumata che, viceversa, a distanza di mezzo minuto, non risparmierà un drop in campo aperto di Metcalf, con possesso-Browns incamerato da Ward, a tutela del quale Judkins/Fannin dovranno bypassare un holding a sfavore - rilevato a Barber -, per poi proporsi (Boston) nel fallito aggancio-touchdown di un eccessivamente dilargato 4th e goal di Watson. Il sack di Watt nel retroscrimmage di un 3rd e 18 firma, forse, il compromesso decisivo, checché ne pensino l'indomabile Fannin e una deviazione-Steelers paradossalmente utile, a beneficio di Boston, per un provvido tuffo, di là di un 3rd e 5: e dire che il do or die davvero importante, sull'asse Watson-Whiteherart, Cleveland ce la fa pure a chiuderlo. Solo a metà percorso, però, di un 4th e 17. Vince Pittsburgh.


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