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NFL 2026 WEEK 8 - Packers 27 Panthers 16

Fabrizio Mancini
3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Quattro giorni dopo ancora obnubilata dai rimpianti per la sconfitta di Detroit la testa dei Green Bay Packers, ma brucia forte anche la faccia tumefatta dei Carolina Panthers, schiaffeggiata per ben quarantatre volte, domenica, scorsa, dai Tampa Bay Buccaneers. Stasera, perciò, nel Thursday Night di Week 8, pesa quanto un'intera stagione, più + che -, la vitale W che il contesto del Lambeau Field mette in palio, fin da un kickoff return gialloverde - di Owen - sgambettato da Kuwatch per la ricopertura di Hampton: GB, perlomeno, protegge di sack - Wyatt - le proprie 15 yards residue, appena conseguite di rimando-fumble da un doppio Hubbard, e Fitzgerald, al piede, sigla in coda il 3-0 Panthers. A rischio-turnover, più avanti, anche Bryce Young: ad assaltargli l'ovale Ty'Ron Hopper, con susseguente falsa partenza di Jacobs rivalutata pro-Packers, oltre che per la compensazione di una controflag (Lee, interferenza su Golden), da un 3rd e 8 incrociato altezza 14 ospiti da Watson, il preludio al lift-touchdown centrale che Love incastrerà, tra Weathley/Nick Scott, nei guanti di Kraft (6-3 GB, prende la strada del palo l'extrapoint di Smack). Young, perciò, che già preavverte l'urgente bisogno di mobilitare collaborazioni alternative in McMillan/Tremble, reimpegna ancora Hubbard sia incrociandoglisi lateralmente in un azzardatissimo handoff laterale da 4th minimo, sia nello sfondamento finale della endline (10-6 Carolina), con Watson, stavolta, prima approssimativo nel tutelare da Nick Scott una ricezione-fumble rubata invano da Okereke, visto il flop dei Panthers nell'assalto corrispettivo, poi del tutto inappuntabile all'aggancio di un deep-pass di Love, sul quale rincula incerto - e si fa male, come anche Watson, consultato addirittura in ospedale prima di tornare disponibile nel finale di partita - Will Lee. Attraverso la saettante reverse di Sam Williams, quindi, GB non si limiterà a slalomeggiare in touchdown, seguendo le indicazioni del blocco di Sturdivant (Jacobs, 13-10 Packers), ma riuscirà a completare, in una stoppata-bis di Hopper a Young, pure una pratica-intercetto, irresoluta appena un quarto fa e qui parimenti finalizzata dal medesimo 59 di casa. Avvalendosi di Kraft, peraltro, Love polverizza altresì (3rd e 6) i detriti di una nuova falsa partenza - di John Williams -, comunque riapplicata nelle forme di uno squilibrato drop in endzone che, però, sempre il suo esecutore qui imperfetto, Matthew Golden, ingloberà correttamente a punti dieci secondi più tardi, nell'immediata, identica rigiocata-replay con cui Love scavalca uno stralunato Moherig. L'ennesima, ma mica ultima tribolazione di Carolina, anche fermata sullo scrimmage di un 4th e 1 - Hubbard - da un tackle prodigioso, sferratogli alle caviglie da McClellan, per la rapace presa punitiva di Sturdivant, destinatario puntuale delle missive di Love, sollecito alfine nell'imbucare, sul taglio-touchdown, vs Okereke, di Jacobs, il frontale corto del 27-10 Packers. Fondamentale? Sì, ma altrettanto non decisivo, a giudicare dalle evidenze di un super-rushing di Hubbard, cui Mitchell Evans piazza, per il field-goal da centrocampo di Fitzgerald (13-27), la discesa di rilancio di un hitch-pass di Young, con GB tuttavia pronta, via Kraft/Golden, a scacciare le paure di un'altra pericolosa toccata-Panthers, di Nick Scott, ma non oltre un intercetto avversario, finalmente reale, inflitto a Love, nelle proprie 5, da Wheatley. Sackando Young, inoltre, Sorrell riallontana tremori sempre, però, in imprevedibile agguato: a Tremble, infatti, riesce di addomesticare in caduta un lob imbizzarito, mentre nessuno dei tre tackle di fila alzati da GB tra le 26 e la propria endzone, tronca lo scatto-touchdown, d'incrocio ad un 4th e 3 alla mano, di Coker: bene per GB, se non altro, che il polso di McDuffie spedisca sul fondo inattivo della endline il trasversale di conversione di Young (19-27), che Love preservi a sé uno snap-fumble e, soprattutto, che McMillan non arrivi ad agguantare - impresa da speleologi- un 4th e 5 basso è dir niente di Young. Sarà un sack di Dennis-Sutton, più che un ground-drive intermedio di improficua gestione di Jacobs, a tranquillizzare, ma soltanto a 5 secondi dal termine GB: che vince, salendo 5-3.

 
 
 

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