NFL 2026 WEEK 8 - Dolphins 19 Patriots 24
Strameritoria prima W della stagione, subito dopo il bye di due settimane fa, per una Miami che ora, tranquilli, non vorrà mica fermarsi a quella per altre cinque settimane: il calendario, certo, sembra disaccordare se, per la partita odierna, propone ai Dolphins il casalingo "derby" divisionale, bagnato da una pioggia eterna alla Bladerunner, contro i New England Patriots di Rhamondre Stevenson e dei suoi costanti rushing di partenza, stoppati da un dropback con pass esterno Maye-Henry, cui Borregales dà sbocco concreto nel field-goal del 3-0 Patriots, altezza 34. Ma Miami c'è, eccome, pure oggi (ne dubitavate?), nonostante la splittata da tergo, a Malik Willis, di Jacas/Woodson, buona ad invalidare il mega-return di Jaylen Wright, almeno fino al fumble in caduta Rodriguez-Chism - ricopre Brents - che, all'incrocio di un (ri)cambio direzionale dell'ago-partita, Gordon/Bell fanno svoltare, in rigiocata, nel calcio-Dolphins, - Zane Gonzalez - del pari a 3. Sul gratis di un offside di Farmer, poi, Willis attiva esterno Malik Washington, senza tuttavia rinunciare al sostegno di un Gordon collaudato quanto il kicking di Gonzalez, nei pali dopo la carambola su uno dei montanti (6-3 Miami), mentre per Chism arriva, via Maye, sul quale Chris Johnson liscia la presa alle ginocchia di un tentato sack basso, una sfruttata chance di resurrezione dalla persa precedente: anche qua, per archiviare (out) il drive, NE deve fidarsi - male - di Borregales, con Willis a prescegliere Dulcich per una impellente rimonta dei Dolphins dal sack retroscrimmage, stavolta in solitaria, di Jacas e, dalla minima, mediante un rilascio-palla più rapido della fallita difesa di Byard, assistere frontalmente il 13-3 Miami di Malik Washington. Di rientro dall'intervallo, è dunque Maye a cadere preda di un sack di Chop Robinson, pur senza perdere le susseguenti misure di un improvviso collegamento-touchdown diretto, con Kyle Williams, altezza 43-Dolphins (10-13): il review parrebbe, in verità, dar ragione al tackle finale di Taaffe, certificante lo smontaggio regolare di una ricezione, legittimamente contestata da un challenge di coach Vrabel, ma già giudicata incompleta dalla prima decisione arbitrale. Comunque sia, una chiara circostanza-chiave pro-Pats, con Maye ad allargare pure, da Demario Douglas, uno snap a rischio-fumble, per trascinarne poi a punti, di persona, un secondo (17-13 NE), nel fatale dubbio amletico di Rodriguez se marcare lui o virare, come farà erroneamente, su Stevenson: lo strattone a Willis di DaQuan Jones, più avanti, indirizzerà diritto un 2nd e 11 nei guanti da intercetto di Byard e, quasi come un ritornatore, attraverso mezzo HardRock Stadium, ancora Demario Douglas volerà addirittura in endzone, assecondando l'assistenza in avanzamento, alla mano, di Maye (24-13 Patriots). Qui, però, un offside di Dre'Mont Jones, cancellando il simultaneo intercetto ospite di Elliss, salva Miami da un altrimenti matematico crollo nel vuoto: eppure se Gordon, assieme a Bell/Dulcich, non può proprio influire in meglio sulla mira al piede di un successivo field-goal - fuori - di Gonzalez, sa invece metter su una residua mostra di incisivi scatti in sequenza, ben alternati a Dulcich/Caleb Douglas e in compagnia di un ultimo pass discendente, dalle 35 che - incassato a punti da Coleman -, Willis convertirà, imprendibilmente, su Kacmarek (19-24). A questo punto, le uniche difficoltà finali dei Pats risiederebbero solo nel furto dell'onside-kick di Gonzalez, impedito viceversa da Stevenson: vince NE.


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