NFL 2026 WEEK 7 - Vikings 16 Colts 10
Se la testa di Indianapolis è quella dell'ultima sconfitta in casa contro i Titans, i dollari del viaggio di Week 7, a casa dei Minnesota Vikings la proprietà dei Colts se li potrebbe benissimo risparmiare: esulando, naturalmente, dalle indiscusse capacità di prestazione di una avversaria che, non certo per caso, si ritrova il numero 5 nella casella delle W dopo altrettante partite stagionali e un bye già osservato. Tanta concretezza e poco spettacolo nel football di Minnesota, a fronte qui di una partenza contraria, col maestoso kickoff-return di Price a creare il vuoto fin oltre il centrocampo, dove però l'attacco di Aaron Jones ad un 4th minimo si schianta addosso al doppio scoglio Latu/Davis-Gaither. Prudente, anche per i summenzionati timori regressi di questa Indy in tensione, l'impostazione registica di Daniel Jones, flemmatica pur dinanzi ad un 3rd e 11, rimosso da Keenan Allen, prima che un rushing-touchdown da paura di Jonathan Taylor, con annessa svicolata improvvisa nello strettissimo dei blocchi di Raimann/Nelson, mandi in tilt gli allarmi antisismici dell'US Bank Stadium (7-0 Colts): di là è invece Murray, a far crollare il muro di sbarramento ad un secondo 4th e 1 di Minnesota, esperimento ripagato sia dalla carambola out di un tackle-fumble Walley-Aaron Jones che dall'apertura-endzone esterna, altezza 10, intercettata da Taylor-Britt, ma al di fuori dell'area consentita. Reichard, almeno, massimizza il migliorabilissimo profitto ricavato imbucando il 3-7 al piede e la possente splittata-sack di Harrison Smith/Dallas Turner seppellisce Daniel Jones, con le mani di Murray ad alternare sui due lati Jennings/Jefferson fin sulle 30-Colts: il rimanente è di nuovo Reichard a sorvolarlo di field-goal (6-7), mentre Daniel Jones ripaga un ottimo return di McGowan azzerando, da Keenan Allen/Treadwell, un altro paio di terzi down. Finisce col dover calciare obbligata (ok Shrader dalle 43, 10-6 Colts), però, poiché risputata indietro dall'holding di Bortolini, pure una Indy, comunque, molto più ben preparata del consueto al ruvido aspro della lotta bruta, tra l'emersione finale di Deion Burks da un iniziale 1st e 19 e la tenacia di McGowan negli strappi di conduzione ad un nuovo field-goal, mancato però, dal lontanuccio delle 56, da Shrader. Murray, intanto, allaccia imprendibile ad un tris di scatti di discreto assaggio di Mason il megascramble personale da cui andarsi, alfine, ad organizzare per la play-action di uno smistamento d'angolo diretto ad Hockenson (13-10 Vikings), vanamente contestato da una spallata nemmeno da solletico di Haulcy, lo stesso che, a distanza del solo, infruttuoso drive ospite successivo, infortunerà - collidendogli su un ginocchio - Aaron Jones: sarà, comunque, sempre mediante l'efficacia di Hockenson che Minnesota, dalle 59, tenterà un importante allungo al piede, fallito per la murata, a Reichard, di Grover Stewart, al pari della controbattuta out di Shrader, assicurata ai Colts dalla severa quanto vana costanza di un initerrotto ground and pound di Jonathan Taylor/McGowan. A chi, allora, dei Vikings, toccherà lo spunto decisivo? A Jennings, forse, sulle 28 nemiche in felpata progressione - ma a prezzo dell'holding gialloviola di Brandel - per il field-goal stavolta nei pali di Reichard (16-10 Minnesota) o, alle viste di un sorpasso affatto chimerico di Indy, a Keenan Allen, sempre che Daniel Jones, succederà il contrario, non si faccia intercettare, a 1.08 dal termine, da Harrison Smith? Vincono i Vikings: e siamo 6-0.


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