NFL 2026 WEEK 7 - Panthers 13 Buccaneers 43
Da rivedere Jalon Daniels, certo non da bocciare, ma se i Tampa Bay Buccaneers vogliono rilanciare, e devono farlo ora, la loro classifica da 1-5 hanno assoluto bisogno del rientro di Baker Mayfield che, detto fatto, al BOA Stadium ci si (ri)presenta pure da ex dei Carolina Panthers: inizialmente, per lui, che fa comunque quel che deve librando un 3rd e 10 extratasca quasi raddoppiato da Tez Johnson, si ingegna soprattutto Irving, trottola impazzita sia a prologo che - rushing immarcato dagli interni delle 5-Panthers - ad epilogo del drive del 7-0 Buccaneers. Meno disponibili, poi, all'accoglienza di un pallone da football, anche perché spaventati dalla presenza frontale del Johnson-2 di Tampa, Kameron, le mani di David Moore, droppanti il punt - di Dixon - che è ancora il Tez dei Johnson a rilanciare attraverso una fenomenale reverse, ultrasufficiente a regolare lo score, col field-goal di McLaughlin, su un rapidissimo 10-0 Bucs: il successivo, imponente sack-fumble di Muhammad accelera ulteriormente i tempi di dilatazione del divario, visto come Kancey ne ritorna seduta stante il prodotto dentro la endzone avversaria (17-0 TB). Laddove, finalmente, un piccolo qualcosa Bryce Young, tra Coker, Hubbard/Etienne e il bellissimo lift-touchdown centrale incrociato da Waller, nonché oltrepassante in simultanea i caschi di Melifonwu/Dennis, sembrerebbero saperla muovere, pur se al prezzo della inquietante mutazione finale dello sfumato 7-17 in un frustrante 6-19, figlio degenere dell'extrapoint di Fitzgerald, prima ribattuto da Tykee Smith, quindi riportato in touchdown da McCollum. Così brutalmente già martoriata, perciò, slabbra lesioni sempre più incancrenibili sul corpo sanguinante di Carolina un lungo strappo profondo da 1st e 15 di Gainwell, qui ben appoggiato da Mayfield, in un viaggio parallelo, ma senza l'ovale, al fianco del compagno, a mò di scanzonato specchietto per le allodole di casa: Irving, infine, salvato da Sills nell'occasione sporadica di un tackle-fumble di Lee, si avventa ancora imprendibile in endzone, a caccia, dalla minima delle distanze, del 26-19 Buccaneers. Un maldestro scivolone di Coker, da cui l'intercetto a Bryce Young, proprio lì diretto, di McCollum, diventa dunque la perfetta immagine descrittiva di questo pomeriggio-Panthers da tragedia neomelodica, ai quali non arriva a far comodo nemmeno una flag anti-Irving, invalidante il passing di connessione da touchdown, per Godwin, prontamente corretto da Mayfield, una decina di secondi dopo, in un bootleg di immediata assistenza successiva, sequestrato da Tez Johnson alla copertura sballata di Akayleb Evans (33-6 Tampa): l'intervallo, almeno, riconsegna al campo una variante dei Bucs leggermente più tollerante nel castigare il bell'intercetto-bis, a braccia distese, di Tykee Smith, in considerazione di come l'holding guastamedia di Mauch autorizzi stavolta, per TB, solo il field-goal del 36-6 di McLaughlin mentre, guizzata via dalla placcata bassa di Keionte Scott, una fuga trasversale di Etienne risprofonda Carolina nel crudele mondo reale odierno dei Tremayne - aggancio da 4th down toppato a centimetri dalla endline - o della mega-traversata, dalle 46 a mèta, seminando Lee/Nick Scott, di Tucker (43-6 Buccaneers). Nel garbage-time derivante da un siffatto, imbarazzante cappotto, Pickett calibra da Mitchell Evans il 2nd e 8 utile all'ultimo rushing ad arco, protetto da un tris di blocchi, di Tyus: 43-13 Tampa.


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