NFL 2026 WEEK 7 - Falcons 29 49ers 20
Guadagnano quotazioni se nessuno se lo aspetta e ne perdono quando non dovrebbero gli Atlanta Falcons, oggi all'MB Stadium contro i grandi azionisti per eccellenza, i San Francisco 49ers, 6-0 finora in campionato: il fattore campo deve essere comunque una componente da sfruttare per Atlanta, indipendentemente dai pareri contrari di McCaffrey, una furia sovrannaturale nel magistrale incontro di rilancio ad una accelerazione principesca, ma non quanto, addirittura, il suo sprint finale, da 4th e goal, con salto spaventoso a violare la endline avversaria (7-0 49ers). Il susseguente kick-return di Branch, tuttavia, stanti le differenze di singola specialità, produce effetti dirompenti assai simili, con Bijan Robinson a modularne il ritmo fino al field-goal ok di Folk (3-7), ma SF ha da profondere, palla in mano, anche due stilettate ipercruente di Kaelon Black, la seconda "bloccata" per il touchdown da Colby/Watkins (14-3 Niners), con il Branch di poc'anzi, utilizzato stavolta da pedina terminale di una doppia reverse, e lo scatto esterno di Herbert, che Penix smarca di hitch-pass appena prima di alzare da Muse, alle spalle scoperte di Dugger, il lob-touchdown del 9-14 (manca al conto l'extrapoint di Folk, respinto dal palo). Di là, tuttavia, ragiona di reverse anche Cowing, sul cui strascico James scivola in un tackle-fumble, recuperatogli da Farrell, di Xavier Watts, ma medesima sventura, e senza appello, toccherà qualche secondo più tardi a Black, defraudato nella collisione col duo di casa Maason Smith/Dexter: Penix, allora, le battute da copione di una plausibile rimonta-Falcons, decide di impaginarsele a scene alterne, con Pitts/Dotson a supporto di Bijan Robinson/Branch, il colpo di scena da respiro trattenuto di un mancato intercetto pre-intervallo di Jack Jones e il lieto fine del calcio a segno di Folk (12-14). Un plot, il suo, che non finisce, tuttavia, nelle pattumiere degli spogliatoi: Penix, anzi, di rientro, che ne rimette la continuità alle forze ispiratrici di Hooper/Drake London, incrocia su Pitts la commissione ultima di uno screen-pass da touchdown (19-14 Atlanta), mentre Purdy, al meglio del suo drive più razionale, anche perché ben adornato da Watkins/Kittle fin sulle 25-Falcons, osa l'arduo estremo di un extratasca frontale, eluso all'uscita laterale della palla dal sublime intercetto volante di Bates. Un ostacolo sormontabile, a questo punto, l'holding di Jawaan Taylor, depauperante per 1/3 una super-run di Bijan Robinson, ancor più a fronte dell'interferenza che sanziona Jack Jones, e assieme al trasversale stretto di Penix, tagliato a punti, sovrastando un Renardo Green ben meno esuberante, da London (26-14 Atlanta): qui SF, riportato in pista McCaffrey, esce illesa, con Purdy-Cowing, da un 4th e 9, preliminare perfino al successivo tuffo di Watkins, sull'erba della endzone, ad abbrancare non del tutto l'ovale di una mèta annullata dal review, ma non dal sack retroscrimmage, da 4th e 10, di Za'Darius Smith. Bates, invece, che non riuscirà a fermare in quota un secondo intercetto, pur eventualmente invalidabile dal contemporaneo holding - fischiato - di Sidney Brown, fa strada involontaria a Purdy per l'irruzione reiterata di Kittle, con play-action dalla minima allargata in angolo su Juszczyk (20-26, sbaglia l'extrapoint pure Pineiro) e, a mezzo drive da un probabilissimo sorpasso dei Niners, l'intercetto-Falcons, in due fasi, di Kendal Daniels. Se, alfine, la collaborazione al piede, con Bijan Robinson, di Folk, ok di field-goal ok altezza 31, allunga il gap dello score a distanza di sicurezza (29-20 Atlanta), i già decisivi Bates/Daniels scelgono di divenirlo - decisivi - del tutto, spossessando con ricopertura da fumble una progressione in disequilibrio di Kittle. Vincono i Falcons.


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