NFL 2026 WEEK 7 - Eagles 21 Cowboys 38
Una, tra Philadelphia Eagles, quattro L di fila, e Dallas Cowboys, tre nell'ultimo mese di stagione, al termine di questo Monday Night di Week 7, riprenderà a vincere o, detta in altro modo, smetterà di perdere: il rientro in biancoverde di Saquon Barkley non contempla, stasera, quello - parimenti importante - di Jalen Hurts, con McKee dunque riconfermato al passing per Phila e, di là, subito un ottimo allungo di Javonte Williams e un presunto fallo di Mukuba invocato invano da Ferguson. Il field-goal di Aubrey dalle lontane 55 sana ugualmente il drive di Dallas (3-0 Cowboys), mentre proprio Barkley si accolla, intermediato da Lemon, l'assolvimento dell'attacco corrispettivo di Phila, sfrecciando doppio da una metacampo e la residua frazione dell'altra, con perentoria frenata sul blocco di Mailata e, lasciando Bland ad inseguirlo, ripartenza secca in direzione dell'angolo destro del touchdown (7-3 Eagles). Per Dallas, invece, è Flournoy ad andar via al diretto avversario (sempre Mukuba, cioé, fin troppo molle nel placcaggio di competenza), con Prescott a commissionare a Lamb la presa esterna - un capolavoro di autodifesa dalla copertura DeJean - del 10-7 Cowboys, Quinnen Williams colpevole di offside ben prima di meritarsi gli eventuali onori di una ripresa-fumble e Darius Cooper vorticoso in una catch and run cui Pierce, pur scegliendo il bivio di ingresso-touchdown più trafficato, impartisce la migliore delle benedizioni retroattive (14-10 Phila). Un'altra flag anti-Cowboys, l'holding di Barron, penalizzante l'immediato kick-return a punti pieni di Goodson, non disanima tuttavia né Javonte Williams, tantomeno una scivolata sul secondo angolo della endzone, propedeutica alla fantascientifica agguantata frontale di un 3rd e 3, altezza 21, di Prescott (17-14 Dallas), coi Cowboys a saltare dai rischi enormi di un anticipo di Mitchell, che meglio controllato quanto ad irruenza, avrebbe potuto benissimo trasformarsi in intercetto, alle 30 yards di abbuono tragicamente concesse, sul filo dei secondi pre-halftime, ad un'altra connessione non contrastata Prescott-Lamb: se Aubrey segna, perciò, il 20-14, McKee dirotta, di rientro, un 4th minimo verso Lemon, anche richiamato, peraltro, via Pierce/Goedert, a stringere a punti pieni l'ovale del 21-20 Eagles, spinto dentro una endzone altrimenti non facilmente raggiungibile da uno smodato tackle di Overshown. Il ritrovato vantaggio di Phila che le circostanze capaci di cambiare la storia di una partita lasceranno tale, pareggiando in particolare, nella riportata in touchdown da fumble di Woolen, un analogo - e già descritto - episodio pro-Dallas, pronta dalla sua a porre riparo prudenziale ad uno score ancora incerto nel discendente-touchdown che, preludendo lo step-up ok di Prescott in conversione, Lamb incamera alle spalle del medesimo Woolen (28-21 Cowboys): il sack di Ezeiruaku a McKee è, quindi, l'aggiuntivo simbolo di una svolta cruciale, che le accelerazioni di Javonte Williams, pur nel peggio del disordine tattico-emotivo di Phila, non annunciano già ora quella disfatta di lì a poco apparecchiata, di contro, attraverso il field-goal a bersaglio di Aubrey (31-21 Dallas), dall'intercetto-Cowboys di Overshown. McKee, peraltro, butta via, decentrando da Marquise Brown un 4th e 9, anche la più misera delle restanti chanche di rimonta-Eagles che un ground-drive di Javonte Williams, abbandonato all'impossibile contenimento altezza endline di Byron Young, sbriciola senza pietà. 38-21 Cowboys.


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