NFL 2026 WEEK 6 - Rams 16 Cardinals 18
Garrett o non Garrett, al momento non-Garrett, certo non ancora gli imbattibili corazzieri reclamizzati in offseason i Los Angeles Rams ma, in attesa di perfezionamenti comunque urgenti, metter su punti divisionali, oggi, contro gli Arizona Cardinals sembra tutto tranne che lo sforzo del secolo. Obbligo-W inderogabile, insomma, per L.A., e Lake lo fa subito pesare ad Arizona, intercettando a meraviglia Brissett, mentre a Baker, con la rigiocata doppia di Corum posizionata sulle 17 di Arizona, basta solo deviar via dall'angolo della endzone, su Parkinson, la palla di una ricezione-touchdown anche, eventualmente, intercettabile. Rams, così, a segno solo al piede (Grupe, al debutto in gialloblu, fa 3-0 dalle 44), con Brissett ben più capillare di poc'anzi nell'inserimento centrale, all'inseguimento di McBride, di Zonovan Knight, eccellente sostituto dell'infortunato Jeremiyah Love: il calcio ok di Ryland pareggia, al momento, il match (3-3), ma Lopez riappropria presto i Cardinals di quel filo-partita smagliato saggiamente, da Brissett, tra McBride/Bourne, una super-run trasversale di Knight e il piede del field-goal del 6-3 Arizona di Ryland, a presa di coscienza del quale Stafford infila un gran 3rd e 3, per Adams, proprio in mezzo a Melton/Zaven Collins. E' l'indiretto sprint di slancio, via Corum, di uno scatto-touchdown, sul blocco di Dotson, che gli indugi successivi al passing dello stesso quarterback di casa, sackato dal fumble/ricopertura di Sweat/Collier, non appagano di conversione (9-6 Rams): più tardi, la percussione sfondatutto di Higgins rimedia ad un fumble-out di Knight, con Michael Wilson in tuffo di là di un down di avvicinamento al terzo field-goal di Ryland (9-9) e Bourne/McBride reattivi una tombola, anche di rientro dall'intervallo, rispetto ad una banda losangelina da movenze elefantiache, reinfilata perciò da Knight, + Allgeier a supporto, per il 4 su 4 al calcio di Ryland (12-9 Cardinals). L.A. iperaffrettata, poi, nel discendente profondo mancato, ad altezza delle residue, incustodite 30 yards di campo avverso, dalla presa volante - difficilina, a sua discolpa - di Nacua e stoppata dal bel tackle congiunto di Gibbens/Mack Wilson, su Davis Allen, invalidante un troppo cervellotico schema-Rams da 4th e 1: Brissett, che da astuto segugio, come Duvall col napalm in Vietnam, comincia ad avvertire l'odore allettante dell'autodistruzione nemica, appoggia un nuovo, possente strappo di Knight, compone un paio di hitch esterni via Michael Wilson/McBride e guarda non felicissimo il riduttivo risultato finale dell'ennesimo colpo a palla ferma di Ryland (15-9 Arizona), nè ampliato dopo la scivolata-fumble di uno Stafford che batte tutti nello sprint di ricopertura, nè esposto alla rimonta dei Rams quando Simon/Burke derubano la solitamente inscalfibile protezione-ovale di Higbee. Fila forte, però, il cambio-marcia di L.A. (Kyren Williams), interrotto da un'altra, discutibile interpretazione staffordiana, alla mano, di un 4th e 8, mezzo intercettato da Mack Wilson, ma pure riallacciato tenacemente al drive rimasto sospeso da una catch and run di Nacua, cui Parkinson dà prosecuzione, schizzando in endzone, in barba allo scavalcato Burke, per il 16-15 Rams: il ginocchio dell'84 di L.A. plana sull'erba a terra ben prima, ma in situazione di possesso incompleto per una squadra arbitrale che, a distanza di sei secondi, reitera l'errore pro-Arizona, aggiungendo ai profitti del mirabolante volo di Higgins, un fallo giudicato violento, seppur palesemente involontario, di Josh Wallace. Con possibilità altissime che, dalle 43-Rams, Ryland infili il field-goal del sorpasso: non di L.A., sia chiaro, dimenticatevi dell'incipit di questa cronaca, bensì dei Cardinals. Come si vince senza segnando zero touchdown e subendone due: 18-16 Arizona.


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