NFL 2026 WEEK 6 - Packers 23 Cowboys 13
Classica tra balbuzienti, o se preferite balbettanti, visto che sulla carta dei loro roster non dovrebbero essere tali né i Green Bay Packers, né i Dallas Cowboys: trincerata meglio la tasca con recenti innesti di mercato, tuttavia, GB sembra ritrovare, di conseguenza, il Jordan Love più noto, subito ok in uscita-redzone - da Sam Williams - e, una volta ottenuto via Strong il trapasso di un 3rd e 13, giù al taglio centrale - mal racchiuso da Speed - di un 7-0 Packers, incamerato a punti pieni da Matthew Golden. L'intercetto-Cowboys di tre minuti più tardi (Winters) non scredita troppo quanto scritto poco fa sul quarterback gialloverde se, alla luce di una riportata in endzone del 53 texano, a travolgere Belton/Watson che, però, torna indietro senza touchdown (gli arbitri completano il down al momento del turnover), Prescott riesce ad alternare Goodson/Lamb al controintercetto di Evan Williams: la riemersione-Packers, attraverso Strong/Watson, invoglia così proprio Love, in aggiunta a simultanea flag a favore, ad un bell'allungo da scramble vòlto a sponsorizzare il field-goal a segno di Smack (10-0 GB), mentre Javonte Williams ci si metterebbe pure, e bene, a rialzare Dallas, ma non oltre l'improvvido scivolone con cui scopre l'esterno corto di Prescott all'intercetto packersiano del rookie Brandon Cisse. Porter - persino emulato da Bland a stretto giro -, poi, finisce pure per gettare, sul fuoco ardente di una valida rigiocata alla mano (Kraft), l'acqua bollente di una personale interferenza, con Tomlinson a far da scorta allo sneak-touchdown di Love (17-0 GB) e, finalmente, uno sfondamento-Cowboys convinto, scansando Hopper, di Spann-Ford, la successiva guida vocale dei Cowboys nello spostamento, onde aprire la endline allo scatto a mèta di Javonte Williams, di un blocco di Broderick Jones (7-17). A Dallas, però, di paritarie risposte difensive a questo bel picco in campo opposto, non ne giunge nemmeno una, anzi guardate Love quanto libero, altezza 30-Cowboys, trovi di 4th e 3 Kraft, appena prima di accingersi, in dropback, ad una sbracciata-touchdown, altezza 26, che Watson, chiaramente oscurato dalla sagoma nemica di Lawrence, droppa non da lui: Smack risolve l'imprevisto al piede per un 20-7 Packers comunque gratificante, visto soprattutto il peso correlativo della ribattuta d'anticipo - Bullard - di un 4th largo Prescott-Lamb, la melodiosa frequenza su cui Golden si sintonizza GB mediante un collegamento doppio, conducente alfine ad un sempre più prezioso calcio a bersaglio (Smack dalle 23, 23-7 GB). Tanto neanche la presenza di Pickens, di là, sposterà granché il grave stallo dei circuiti costruttivi di Dallas, altresì ristagnante in un altro intercetto, annullato d'accordo, ma da una troppo fiscale chiamata da roughing a carico di Van Ness: evidentemente non contento, però, Karl Brooks, commette allora un secondo fallo analogo, susseguendolo ad un 4th e 11 (Flournoy) più positivo del do or die bis, che Prescott, atterrito ancora dall'agguato sempre in canna di Van Ness, manda a discendere lontano da qualsiasi bersaglio mascherato da Cowboys. Lamb/Pickens, bontà loro, gli danno comunque spalla fino al termine e, assieme ad essi, la caparbia presa con schiacciata d'angolo di Flournoy, pur mancante al conto complessivo di una conversione da nuovo lancio, decedente da incompiuta sul fondo-endzone del Lambeau. Vincono, facile facile, i Packers.


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