NFL 2026 WEEK 6 - Jaguars 31 Texans 34
La pioggia di Wembley apre la porta ai Jacksonville Jaguars, ormai di stanza stabile a Londra, nel Divisionale di un possibile rilancio in classifica degli Houston Texans: i padroni della AFC South passano ben presto, a fionda, un 3rd e 3 (Tuten), salvo arenarsi, a breve distanza successiva, nelle secche di un down da do or die occluso al completamento di Lawrence dall'anticipo, quasi intercetto, di Tremon Smith. A disposizione di Stroud, Houston inserisce tra i propri ranghi la disponibilità di un Marvin Harrison che, al cospetto del volo-monstre di Nico Collins, capisce di potersene tranquillamente star cauto, in disparte, ad ambientarsi: Moreau, peraltro, incrociando centralmente, in solitaria, l'ultimo taglio alla mano del suo quarterback, concede all'ex Cardinals un supplementare periodo di standby (7-0 Texans) una inazione che, vicecersa, non possono permettersi, dall'altra parte, i rossoblu ospiti, sventrati da Rodriguez in un quasi esclusivo ground-drive che Tuten, senza l'holding di Strange, porterebbe sulla parità, ma alla fine redivivi, ai bordi della fossa-endzone, grazie all'intercetto, a Lawrence, di Calen Bullock. Jacksonville, però, non bastasse, va inseguita severamente anche qualora certi sprint li piazza, avida, con scattisti, come Parker Washington, prestati alla ricezione, figuriamoci poi se di medesimo compito si incarica l'elastica avanzata laterale, "bloccata" da Meyers/Wesley Williams, di Tuten (7-7). Ma mica sfigura troppo, di immediata controbattuta, la replica texana di Noel, con Stroud al battesimo di un passaggio rasoerba di Harrison, Fairbairn nei pali dalle 25 (10-7 Houston) e un co-corrispettivo return-Jaguars di Cameron, sulla strada del quale Lawrence prima attiva lo strike di inserimento di Travis Hunter, poi rolla largo nell'appoggio-sorpasso - per Tuten, sempre lui - del 14-10 Jags. Parimenti capacissimo di carpire al volo missili stroudiani da mezzo campo di lunghezza, comunque, a proposito di flessibilità, anche il Noel di poco fa, con doppietta-touchdown di Moreau, precedente a punti il movimento d'anticipo di Stewart (17-14 Texans) e occasione fondamentale di rientro per Stroud-Harrison quando, su una rigiocata da punt, Jacksonville si fa ingenuamente flaggare di too many men: di nuovo Noel, infine, scostandosi rapido da Jourdan Lewis, afferra in endzone il già terzo touchdown pomeridiano di Houston (24-14), mentre Lawrence, per spalancarsi il panorama di un lob ravvicinato, parato monomano da Boerkircher (21-24), impegna da apripista un reiterato Meyers. Uno scontro di atroce, quanto appassionante logoramento, al quale non disdegna di prender parte, via Stroud, il sentimento guerriero di Schultz, con Nico Collins ad accatastare una pesante interferenza sul basto di Jarrian Jones e l'accelerazione di Jawhar Jordan totalmente bucata dalle linee-Jaguars (31-21 Texans): eppure, rimosso dal replay relativo un contatto non da return-fumble Woodaz-Abdullah (lo aveva ricoperto, per Houston, Dominique Robinson), quanto ancora irrefrenabili picchiano sui nemici Parker Washington/Hunter, col secondo scelto pure, da Lawrence, quale destinatario di un 2nd e goal a mèta (28-31) che l'onnipotente Nico Collins distanzia fin nelle 10 di Jacksonville, dove l'undercut di un Travis Hunter versione difensiva intercetta Stroud in endzone. La lunga risalita dei Jags, così, con Tuten tra Meyers e Strange, rimonta sul 31-31 la partita appena a ridosso dell'ultimo warning, con l'imprevedibilità di Marks tirato fuori da Houston giusto per l'assalto decisivo, vendicando nel field-goal di Fairbairn l'intercetto-bis non trattenuto da Bullock prima del vano pareggio di Jacksonville. 34-31 Texans.


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