NFL 2026 WEEK 6 - Giants 27 Saints 34
Due squadre che fino a un mese fa sembravano anche potersi equivalere: oggi, al contrario, tra New York Giants e New Orleans Saints passa la differenza che c'è tra la pietra e l'argilla, proprio nel senso della differente consistenza tattica di entrambe, qui subito esplicitata dalla reverse rossoblu di Mooney, dalla quale Winston, pur se quasi immobilizzato da Cameron Jordan, ricava un 3rd e 6 esterno allungato a mèta dallo scatto, imprendibile per Werner/Scott, di Tracy (7-0 Giants). NO, con Vele, risponde sì, ma troppo timidamente perché Carlson, altezza 55, riesca ad infilare quei pali cercati da NY, in campo avverso, attraverso un già effervescente Nabers, e trovati puntuali dal piede di Zvada per un 10-0 Giants che, tuttavia, non appanna la mira di Shough nel bel centrale di metaforico imbocco alla lunga corsia di un secondo field-goal pro-Saints, questo segnato e da ancor più lontano, da Carlson (3-10): Stalbird, appena dopo, fa franare in un fumble ricoperto da Delp, il kick-return di Charlie Jones, da cui Shough si lancia in un favoloso scramble spaccadrive, l'azione ampliata, da lì al pre-halftime, da un 4th e goal corto parato a punti pieni da Lance (10-10). Di rientro tocca proprio a Delp dare rinvigorita disponibilità ricevitoria al suo quarterback, altresì ringraziato dalle sopravvenenti accelerazioni di Donaldson e - slalom trasversale destinazione-touchdown, scartando sul percorso Phillips/Pinnock - di un rifiorito Kamara (17-10 Saints): NY, perciò, in uno stato amnesico di assente sbigottimento, scampa per caso ad un fumble Riley-Mooney, disperso da un offside di Jordan, ma si risfalda in contrapposizione tanto ad un ritorno ok di Barrie Brown che, nell'impotenza intermedia di contrasto ai rushing in serie di Kendre Miller, allo sneak-touchdown di Shough (24-10 NO), andando perfino a scoraggiare, nell'intercetto di Emerson a Winston, le sgobbate guerreggianti degli intrepidi Likely/Nabers: se, così, Kamara può continuare a rinverdirsi sui livelli sfolgoranti dei suoi primordi di carriera NFL e Carlson segna al piede da metacampo il 27-10 Saints, Blackmon - reintercettando Winston - lascia connettere, a Shough, un perfetto discendente di collegamento, alle spalle di Nic Jones, con Olave (34-10 NO). Emerson, intanto, quanto ad intercetti, non fa distinzioni tra Winston e l'appena subentrato McCarthy, cui Pinnock/Reese, però, rapinando di fumble Donaldson, restituiscono un ovale ben meglio trattato tra Nabers, lo sprint centrale di Tracy a battere Styles e la conversione d'angolo, accolta in tre fasi da Likely (18-34): quando, poi, un review toglie all'immancabile Emerson la legittimità paterna dell'ennesimo furto, il suddetto McCarthy, incontrata già sul profondissimo una deviazione (Riley) di fortunosa assistenza per Charlie Jones, alza in quota-endzone, su Likely, il 24-34. Finisce out, difatti, la conversione costruita per Nabers, l'incontenibile caposaldo offensivo, comunque, di un ennesimo drive-Giants di riaccostamento, tra un pauroso hook di aggancio ad un 1st e 15 triplicato, il field-goal di Zvada (27-34) e lo scramble da 20 yards che McCarthy sfrutta da piedistallo di accentramento, sul fondo della endzone, l'assalto incompleto - 4th e 1 dalle 14 - di un impensabile pari-overtime: perché, a 6 secondi dal termine, Likely chiamerà inascoltato un'interferenza, sinceramente dubbia, di Sanker, come risulterà del tutto invisibile, all'occhio del review, un altrettanto lamentato tocco oltre-scrimmage di Chase Young. Vince NO.


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