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NFL 2026 WEEK 6 - Falcons 23 Bears 31

Fabrizio Mancini
9 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Proprio non ce la fanno i Falcons a darsi una contuinuità di risultati almeno proporzionale ai livelli medi del loro roster: quella stessa continuità cui Chicago ha messo in preventivo anche di fare a meno nel momento dell'infortunio, in Week 2, di Caleb Williams, oggi di rientro ad Atlanta e, comunque, senza di lui con la più che accettabile media di 2-1. Ed eccolo subito, dunque, il quarterback dei Bears concertare, via Odunze, uno scambio di attraversamento da 3rd e 11 - Roschon Johnson -, con il concludente across-pass, stretto in corsa in endzone da Loveland, per il 7-0 Chicago: molto più in difficoltà nel suo operato di coordinamento Penix che, già semitoccato in azione di sack da Phillips, rischia di incassare intercetto basso - Cam Lewis -, mentre Odunze/Burden, ancora esaltati dalle manovre baldanti di Caleb Williams, arano il terreno nemico per il necessario all'esplosione della run-touchdown di Swift, opportunamente "bloccata" da Bradbury (14-0 Bears). Una degna replica-Falcons in accelerazione - Bijan Robinson - finisce viceversa vanificata nel muro dell'ex Jarrett a Penix (4th e 5), pur se Chicago, stavolta, al netto favorevole di un roughing immediato di LaCale London, fallisce nel field-goal out di Santos una nuova occasione da punti: mancanza non perdonata, sopraffacendo in progressione Thieneman, dall'altro London di Atlanta, Drake, svelto esattamente come saprà dimostrarsi Dotson nell'afferrare a Penix - imperdonabile, però, il disinteresse per la palla di Muhammad - un esterno-touchdown (7-14) promettente solo in riferimento ai due holding anti-Bears del drive successivo, visto come Branch buchi la presa a terra del punt relativo, ricoperto sulle 10-Falcons, da Blackwell. Da lì poche rogne nella pianificazione del miglior transito in mèta, comissionato a Loveland e - sterzata a testa bassa con tuffo a mèta oltre Stevenson - D'Andre Swift (21-7 Chicago), mentre un replay toglie il fumble aggiuntivo all'iter globale di un sack di Hardy a Penix, altro episodio di potenziale ripresa-Falcons, assieme all'interferenza di Muhammad, presto rivalutata, tuttavia, dalla deviazione da quasi intercetto di Jaylon Johnson ad un 4th e 3 Penix-London. Lo stillicidio dei fumble, poi, non ha ancora smesso di tormentare Atlanta: Neuzil, qui, sventa nelle proprie 5 la tentata rapina di Gordon, con Caleb Williams legato col cordone ombelicale a Burden per un terzo di MB Stadium circa e Roschon Johnson giù di rushing centrale, scardinando la poca resistenza della endline di casa, per un 28-7 Bears in tentennamento ulteriore se Branch manca, a beneficio di Zavier Scott, l'agguantata di un altro punt, suo secondo flop personale in un quarto effettivo di partita. Ma, almeno una tantum, vivaddio, i Falcons sanno servirsi del sack di Dorlus per arretrare sia Caleb Williams, sia il corrispondente calcio di Santos dalle 50 nette (31-7 Chicago), scampano quindi ad un possibile intercetto di Penix - Thieneman -, eppure non risollevano Branch, usato per l'occasione da ricevitore completo sì, ma solo lungo la metà del tragitto di un 4th e 10 da percorrere: al contrario, trapassano a sinistra i Bears, e con resti abbondanti, Dotson/Pitts, il secondo rispolverato ad hoc da Penix per imporne ad Hicks la prestanza di aggancio in un touchdown anche arrotondato, in conversione, dallo smarcamento al calibro del solissimo Branch (15-31). E allora, ci crediate o no, Atlanta si (ri)scopre improvvisamente consapevole di potersela ancora giocare la sua fino ad ora improbabile terza W stagionale: il fumble Bates-Roschon Johnson ne è la prova teorica, alla dimostrazione provvedono - sul profondo - Penix-Dotson e, voltandosi fulmineo sul frastrornato Thieneman nella schiacciata in terra di un pass dalla breve, l'esagitato Pitts, con volo-meraviglia di London nella conversione iperstretta del 23-31. A 3.47 dal termine, insomma, un risultato apertissimo perlomeno per l'overtime, l'agognata speranza di Atlanta che il tormentone di giornata - l'ultimo sack-fumble dei Bears, a firma Gordon/Bush - mutua in insperabilità assoluta. Vince Chicago.

 
 
 

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