NFL 2026 WEEK 6 - Eagles 14 Panthers 25
Una caterva di assenti, una avversaria temibile e le scorie tossiche dell'inaccettabile sconfitta di domenica scorsa a Londra, vs Jaguars, ancora inassorbite, per un corrispettivo 2-3 di classifica che, a numeri invertiti, sarebbe stata manna miracolosa: in settimana, inoltre, aspettando al Lincoln i Carolina Panthers, Jalen Hurts e Marquise Brown si aggiungono ai già sicuri indisponibili dei Philadelphia Eagles Hunt, Michael Carter, Epenesa, Barkley e Bigsby, roba quasi da non credersi per un decisamente meno stressato, e pure riposato dal bye stagionale, Bryce Young. Cui serve andare subito da un doppio McMillan per vedere Fitzgerald trasformare al piede il 3-0 Panthers mentre, in territorio-Eagles, il suo novizio collega Tanner McKee - sei presenze in due anni, capiamolo - cerca di adattare la scarsa rapidità di un braccio di lancio tutt'altro che impresentabile all'alta pressione disturbatrice di una Carolina crescente anche dall'altra parte, con Young baciato sulla fronte da un roughing di Jalen Carter, invalidante un suo precedente grounding, non ancora azzerato in totale da McMillan, e Mitchell poco tempista in azione di sbarramento alla ricezione "passeggiata" di Tremble verso l'angolo di accesso al touchdown del 10-0 Panthers. Intanto McKee, dai e dai, infoltisce paziente la margherita dei propri contatti di reparto, spaziando da Goedert a Darius Cooper, con Lloyd/Okereke parimenti tardivi nello stop al rushing centrale in endzone, dalla breve di Pierce (7-10), ma se Young, quando vuole, decide di mettere a correre un insistito Hubbard è già tanto che Phila se la cavi andando a raccogliere nei pali il field-goal dalle 52 di Fitzgerald (13-7 Carolina). Episodi specifici a parte, la verità è che i Panthers schizzano davvero ovunque: deviando a McKee il 3rd e 8 che, perlomeno, Lemon salva da un possibile intercetto di Weathley, ad esempio, o nel sack, di Lloyd, travolgente lo stesso, malcapitato quarterback di casa, senza sottolineare di nuovo la loro pericolosità d'attacco, con una pungente catch and run (Coker) e il dive-fake da ampio passaggio - 4th e 1 - reiterato da Hubbard nello scatto-touchdown, in slalom, sul blocco di Evans, del 19-7 Carolina. Qui, infatti, a Mitchell riesce l'anticipo di conversione, altezza endline, su Metchie, mentre DeVonta Smith incrocia in touchdown il 2nd e 6 trasversale di McKee (14-19), rovescio dorato della medaglia di un ennesimo infortunio-Eagles (Wicks) e l'invadenza di Tyus impenna out, cortissimo, il punt biancoverde di Mann, prima che tocchi anche a Jalen Davis imboccare - incredibile - la porta dell'infermeria di Philadelphia. Senza alcuna pietà, alfine, Bryce Young nel movimento-dropback ed annesso, perfetto centrale-touchdown per Tremble (25-14 Panthers), più tenero il cuore di Fitzgerald, impreciso all'extrapoint, con DeVonta Smith in volo nel fallito aggancio volante di un 4th e 17 di McKee: sarebbe stato il gesto tecnico-atletico del Millennio, è al contrario l'ammissione di resa degli Eagles: vince Carolina.


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