NFL 2026 WEEK 7 - Bears 30 Patriots 24
Serie positiva per due, Chicago Bears e New England Patriots, con i primi che nel frattempo hanno recuperato, continuando peraltro a vincere, Caleb Williams: Gordon, perciò, subito giù a sackare Maye al primo tentativo da 4th e 5 ospite, con Burden addirittura più scattante, in progressione, di Marcus Jones, Santos a segno al piede dalle rimaste 43 per il 3-0 Bears e, finalmente, Caleb Williams al lavoro, via Loveland, per ribattere il ferro incandescente di una seconda, entusiasmante catch and run del Burden precedente, cui D'Andre Swift, altra fiamma bluarancio in perenne movimento, formalizza sul traguardo della endzone il miglior prosieguo possibile (10-0 Chicago). Maye, di conseguenza, si vede già indotto alle precoci complicazioni tanto di un bel pass controcorpo per Henry che, accodandosi a Stevenson, dell'attacco personale ad una endzone-Bears, difesa da una testata di Phillips, fallosa quanto inutile nel fermare la rotazione a punti pieni della girata manuale del quarterback di NE (7-10): intanto, però, riportata palla in territorio nemico col vasto ritorno di Zavion Thomas, Chicago strapazza ancora Marcus Jones - Swift - in una run da 4th minimo, cui il piede di Santos applica la spinta decisiva per avanzare i Bears sul 13-3, mentre Maye, fiduciata la beata gioventù di Chism/Raridon, stringe poco, altezza 15, un centrale-touchdown, infatti intercettatogli in endzone da D'Marco Jackson. Si muove stentato, stavolta, il relativo pilotaggio di risalita del campo di Caleb Williams, almeno fino ad un roughing-Patriots di Jacas, contemporaneo al primo di un duo di cospicui guadagni dell'inarrestabile Burden, il secondo diritto a mèta, saltando pure il blocco amico di Loveland (20-3 Chicago): è il massimo vantaggio di una finora perfetta serata-Bears che, tuttavia, pur di fronte alle strategie di impeccabile contenimento avversario, NE corre di fretta per dimezzare, proprio sull'ultimo pelo di coda del pre-halftime, in uno slalom da 48 yards lasciato pigramente andar via da Lewis/Jaylon Johnson (14-20). Un break ben pesante da assorbire dai Bears nell'intimo tensivo dello spogliatoio, e responsabilità analoghe per chi di loro, al rientro, dovrà eseguire, semi-individualmente, le programmate richieste tattiche di Caleb Williams: quattro, nella fattispecie, su dieci giochi totali, tutte pensate apposta per Colston Loveland, l'unico di fronte al quale l'ormai disfatto Marcus Jones, battuto di finta sul cammino d'imbocco alla endzone e steso troppo tardi da Woodson, non aveva ancora alzato le mani (27-14 Chicago). Degna di un trascinatore speciale come Henry, di contro, la reazione dei Patriots, con ostacolo-holding improvviso - Moses il colpevole - sormontato da Maye nel gran calibrato di inserimento-touchdown per Raridon (21-27), e Odunze/Loveland anteposti da Caleb Williams ad altri, non per caso, in questo momento-chiave di partita: certo, mai prevedendo la maledetta carambola-out del palo sul field-goal di Santos ma, la migliore qualità dei Bears odierni, volgendo detto minus nel plus di un sack di Thieneman/Hardy, con Odunze quindi in un volo d'eccellenza - 3rd e 9 - per vendicare la prematura uscita di Kmet (infortunato, stagione finita) e riportare Santos al calcio, dalle 58, del 30-21 Chicago. Più che Barmore, ormai, fuori pure lui, ma per acciacchi meno seri, a Maye occorrono soprattutto, assieme ad A.J. Brown, Demario Douglas, un imprescindibile field-goal di Borregales (24-30) e l'onside-kick che, a 37 secondi dal termine, Odunze blocca a terra: vincono i Bears.


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