NFL 2026 WEEK 5 - Packers 35 Bears 7
A Nord della NFC Minnesota corre, ma Chicago le tiene dietro, con meno difetti e più attenuanti - l'assenza perdurante di Caleb Williams in primis - rispetto alla residua coppia di Division Detroit/Green Bay: leggete questa sorta di filastrocca e capirete che tipologia di Packers-Bears vi aspetta, per Week 5, al Lambeau, pur sembrando, da subito, meglio intuibile graduare in tal sede l'odierno livello competitivo di un Jordan Love dal braccio finalmente iperelastico, tra i primi appoggi su Kraft/Golden e l'ultimo siluro del drive, spedito discendente in endzone sul puntuale slancio, staccato al contempo dal controllo fisico di Woods, di Christian Watson (7-0 GB). Viceversa Bagent che, già orfano di Monangai, non sa come salvarsi da un passing disturbatogli di Bullard, cede inesorabilmente all'intercetto gialloverde di McKinney mentre - al fianco di Strong - Lloyd carica a testa bassa, piegando ad epilogo-drive Jaylon Johnson, fin sull'ultima yarda (14-0 Packers): a seguire su campo opposto, invece, semplificano a Chicago le prime rigiocate di Burden un holding a favore, da 3rd e 8, di Zaire Franklin e, sterzando centrale sul blocco di Kmet, l'ultimo rushing-touchdown, dalla minima, di Swift (4th e goal, 7-14). Un dimezzamento di score che pare far cader via dalle spalle dei Bears le indecisioni di una partenza drammaticamente ferale, sensazione altresì confermata dal sack retroscrimmage di Booker a Love, pur se con mancato fumble aggiuntivo: niente di peggio interpretato, invece, come presto emendato da un nuovo, doppio razzo supersonico, posto in orbita, in direzione dei lontanissimi punti pieni del 21-7 GB, dal medesimo quarterback di casa: parato da Sturdivant al netto di una sua simultanea interferenza il primo, di perfetta intersezione - altezza 53 yards - con i guanti di Watson la rotta del secondo, in considerazioine anche di una imperita copertura di Thieneman. Tutto ancora da ricostruire daccapo, insomma, per Swift/Burden, con Odunze ok via Baget, una reverse affatto banale di Zavion Thomas e il field-goal out di Cairo Santos, cui Love mette ad immediato, crudele paragone il quasi mezzo campo di gittata che lo annette a Kraft: in più, Smack non sbaglia il calcio del 28-7 Packers, McKinney intercetta - e due - Bagent sulle cime di una fallita ricezione alta di Loveland e Golden ferma l'ennesima bomba schizzata via dalle mani-catapulta di Love, precise pure dalle vicinanze di una conversione - riecco in presa Golden - succedanea allo sprint-touchdown esterno di Lloyd (35-7 Packers). E' troppo tardi, ormai, per l'arrivo sul luogo della strage del coroner Keenum che, nonostante un ottimo kick-return di Zavion Thomas, e l'inattaccabile dinamismo di Burden, incrocia in endzone avversa l'intercetto da 4th e goal di Hopper, da cui GB riparte, manco a dirlo, attraverso profondità inesplorabili dai Bears e ormai preconfezionate da Love-Golden: col suo duplice, ininfluente errore conclusivo al piede, ora e più avanti, l'unico scontento di giornata sarà l'intristito Trey Smack. Vincono, comunque, i Packers.


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