NFL 2026 WEEK 5 - Jaguars 19 Eagles 17
Una l'hanno persa, è vero, ma oggi, a distanza di tre settimane da quella L, i Jaguars possono battere tutti, Eagles compresi, in una Londra ormai divenuta - 15 partite ivi giocate dal 2013 - sede gemella di Jacksonville.
Quando una partita dal punteggio infimo può divertire da pazzi fin dal kickoff-Eagles di partenza, ritornato nella endzone di Philadelphia da Cameron: pure a dispetto di un holding-Jags di Pregnon e a rischio di un sack-fumble - Jalen Carter - recuperato da Hainsey, perciò, Lawrence-Strange racimolano il giusto necessario perché Little possa insaccare al calcio l'invece fallito 3-0 Jaguars dalle 58, mentre un blocco amico (Lampkin) farà deragliare la corrispettiva avanzata-Eagles, da 4th e 1, di Shipley. Non incontra incidenti, viceversa, la sublime progressione-touchdown di Parker Washington, avviata a metacampo dalla rollata di assistenza di Lawrence (10-0 Jacksonville), con Hurts che, finalmente riunito al troppo fondamentale, per questi Eagles, Dallas Goedert, può stimolare Wicks ad un bel tuffo in presa volante: stritolati da siffatto torchio, ai Jags neanche riesce, qui, di nascondere agli arbitri una furbesca trattenuta di Hunter, punita infatti a punti pieni dalla svelta intromissione in endzone di Shipley (7-7), cui segue un secondo sack-fumble piegamani di Carter, stavolta strappato al turnover relativo dallo stesso Lawrence. Un Lawrence del quale Hurts imiterà, a brevissimo, lo stile di uscita alla mano, e lungo la medesima corsia, persino ampliata, del touchdown di Parker Washington: ecco, così, Darius Cooper lanciarsi giù dalle proprie 38 per il 14-7 Eagles, mentre Meyers. con Cameron/Strange, incoraggia fin dal primo ritorno Tuten ad uno scatto arcuato da 4th e goal minimo, placcatogli ultraretroscrimmage da Baun. Al rientro dall'intervallo, poi, Hurts ringrazia il replay di annullamento ad un fumble da sack portatogli via da Walker, mentre Cameron/Strange fanno di nuovo da accompagno ad un più performante Tuten, nonostante anche qui Jacksonville sfiori un inconcludente zero di fine drive: bravo, viceversa, il punter dei Jaguars Cooke a correggere in tempo un cattivo snap per il field-goal ok di Little (10-14), come del resto Wicks in una intricata ricezione ad uscire, il precedente di un analogo tentativo pennsylvano bucato, a braccia distese e in azione da 4th down, da Lemon. Il presunto rimedio, tuttavia, Phila lo individua nell'intercetto basso, ma improduttivo al contrattacco, di Mitchell, con Tuten che ormai viaggia senza ganasce, al fianco di un imponente Strange, ma dietro direttive non sempre lucide di Lawrence che, innervosito da una discussione col suo centro Hainsey per un delay of game non concordato, spedisce in curva l'ultimo dei 4th e goal disponibili. Non ancora ultimissimo, però: anche grazie a Meyers e ad un mostruoso aggancio-touchdown monomano, staccandosi da Woolen, di Parker Washington (16-14 Jags), infatti, Lawrence la successiva chance di sorpasso se la spende al meglio, salvo però, doversi anche mestamente guardare come, di là, Goedert/Lemon remino fin sulle 30 avversarie, al traino di una barca ormeggiata nei pali dal field-goal di Elliott (17-16 Phila) a 8 secondi dal termine. Che, nel football, sono tuttavia tempo sufficiente per qualsiasi operazione d'emergenza, meglio ancora se Abdullah risale nell'immediato oltre mezzo campo di ritorno, facendo tirare a Little, più o meno da quell'altezza, il calcio del 19-17 finale. Vince Jacksonville.


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