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NFL 2026 WEEK 4 - Vikings 15 Dolphins 10

Fabrizio Mancini
2 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Perde anche quando non lo meriterebbe Miami, cammino opposto per i Minnesota Vikings e il loro pieno di tre W costruito su concretezza e idee tattiche che più chiare non si potrebbe: dati questi incisi iniziali, pesa ben più l'assenza di Achane per Miami che non quella di Jefferson sull'altro lato offensivo dell'US Bank Stadium, dove un sack di Sieler stende immediatamente Kyler Murray, l'ammonimento allarmistico altrettanto presto depotenziato da un bel ritorno di Price, con Jennings, il field-goal ok di Reichard (3-0 Vikings) e il controsack, a Malik Willis, di Dallas Turner. Hockenson/Aaron Jones, quindi, incaricati da Murray per contrastare una doppia flag di Addison/Huber, rimettono Reichard sulla carreggiata di un calcio-bis (6-0 Vikings) mentre, fino almeno al tramonto infruttuoso di una rigiocata gialloviola a secco, una seconda toccata-sack di Dallas Turner, spossessa Willis e appropria Cashman del relativo fumble, nonostante un timidissimo Murray che, pur sciolgiendo un bel trasversale stretto su Hockenson, crolla ancora, ben più titubante, qualche drive più in là, dinanzi al temibile cospetto di Sieler. Grazie anche a Felton, ce n'è comunque di campo utile per il 9-0 Minnesota - ancora Reichard al piede - ma se, di rientro dall'halftime, Harrison Smith non frena in tempo la gran run di Gordon, Miami può momentaneamente impattare sul 3-9, in attesa di raccolti più ricchi, un parziale subito riproposto pari pari dai soliti Hockenson/Aaron Jones, fino al quarto field-goal personale, a bersaglio come i precedenti, di Reichard (12-3 Vikings). I Dolphins, tuttavia, non perdono un centimetro di misura sulla partita, sackano di nuovo Murray - con Chop Robinson - e, dovesse succedere l'impossibile, guardano persino all'orizzonte della endzone rivale, appressata infatti da un doppio Malik Washington e, slalom-touchdown dalle 12, saltando addirittura il tackle amico di Savaiinaea, violata a punti pieni da Gordon (10-12). Tanto, possiamo dirlo, le direttive di Murray rimangono sempre quelle: ovali a catena verso Hockenson, con Aaron Jones, pure salvo da un fumble-out forzatogli da Uche, via a tavoletta da un 4th minimo, e Reichard decisivo nell'inquadrare i pali altezza 29 (15-10 Minnesota). Reichard decisivo, sì, avete letto bene: anche se Harrison Smith sfiora l'intercetto di Willis e Hockenson si risparmia di firmare un touchdown praticamente segnato, pur di invitare Murray alle tre genuflessioni finali. Vincono i Vikings e, come a Chicago in Week 2, solo di field-goal.

 
 
 

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