NFL 2026 WEEK 4 - Buccaneers 14 Packers 17
Bombardato dall'infortunio di Mayfield - un mese/un mese e mezzo out? -, il galeone dei Buccaneers sembra già a rischio-affondamento insalvabile, ma occhio perché i Green Bay Packers non sono nelle stesse condizioni di 0-3 solo perché aiutati in Week 2 da una irripetibile botta finale di buonasorte: Jalon Daniels, per un paio di lettere non ominimo del quarterback dei Commanders, a sua volta k.o., ma che alla Tampa Bay odierna avrebbe fatto fortuna anche da mezzo rotto così come è adesso, serve presto a Evan Williams un intercetto esterno, ricondotto di botto in campo opposto da Chris Brooks, mentre Trotter vola oltre la zona di contrasto ad un 4th e 1 ok ospite (di Kraft, il secondo personale in meno di tre minuti) e Jordan Love, tra mille mini-guadagni/arretramenti, sgancia in endzone, per Golden, il terzo... 4th down del drive, indifeso da Scott (7-0 GB). Quando, poi, Daniels indovina la pista buona per avanzare Hurst, Tucker gli arriva a doppio supporto, prima sfondando senza pietà l'ennesimo 4th minimo, infine - invitato dal preptotente blocco di Brederson - scattando elastico, dalla breve, in touchdown (7-7): non riceve invece grazia dal replay un ritardatario tackle-fumble di Parrish - su Golden, altrimenti ricoperto da Winfield - ed è ben meglio accolta poco dopo l'interferenza di Nixon, fino almeno all'intercetto-bis di Daniels, fulminato in presa dall'anticipo di Edgerrin Cooper, con la miseria relativa, però, di scarse bricioline di yards seminate in rigiocata da Lloyd sul terreno arido del field-goal di un equo compromesso-Bucs, dalle 58, di Smack (10-7 Packers). Al rientro dall'intervallo ecco salire forte, tuttavia, il livello di esplosività di GB, tra Redman, il mega-rushing di Kaleb Johnson e un calibrato trasversale a mèta, per Kraft, di un fin troppo timoroso Love (17-7 Packers), con la ratifica difensiva del sack retroscrimmage di McKinney che, ad effetto-domino ribaltato, carica perfino Daniels, autoritario di scramble interno e, altezza 10, scolastico in una semplice alargata che una geniale intuizione in tuffo di Gainwell, battendo la rassegnata opposizione di Franklin, tramuta in touchdown (14-17). Lo stimolo dinamico di cui Tampa presentiva un urgente, magari decisivo bisogno, quello status rassicurante che Winfield prova a perpetuare in un tentato fumble-out contro Lloyd, meglio eseguito, nel cuore delle 5 di casa, da Tykee Smith, la barriera umana respingente Kaleb Johnson, via da un 4th e goal: e ne fa un'altra positiva pure Daniels, eludendo un safety-sack di Cox nella tempestiva ricopertura di uno snap-fumble rimbalzato nella endzone dei Buccaneers, a differenza di quanto riesca a Love, presto intercettato in volo da Parrish. Un tragico destino condiviso da uno spasmo di involontaria solidarietà, a 85 secondi dal termine, dal collega in bianco - Daniels, of course - che, trattenuto alle caviglie da Evan Williams, scaglia a occhi chiusi nelle spire del controintercetto di Nixon il 4th e 11 dell'estrema sopravvivenza di Tampa. Vince GB.


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