NFL 2026 WEEK 3 - Saints 27 Raiders 35
Avessero evitato quella conversione per vincere all'overtime di Week 1 a Detroit, i New Orleans Saints avrebbero oggi fattore campo a favore nel match di giornata contro un'altra squadra imbattuta, i Las Vegas Raiders: che aprono le marcature, attraverso Nailor e un plurimamente coinvolto Bowers, con il field-goal di Matt Gay (3-0 LV), per poi ripararsi senza speranze da un superscramble di Shough, finalizzato in touchdown, per Juwan Johnson, dal medesimo quarterback nerodorato (6-3 Saints, ribattuto da Booker l'extrapoint dell'ex Carlson). La replica di Cousins riparte sempre da Bowers, cui comunque Mayer/Tucker intercalano ricambi di consistente valore, con il pari di Gay al piede (6-6), qualche sussulto di scuotimento di Jeanty e un paio di flag contro NO, buone di sicuro per avvicinare il duetto dalla breve Cousins-Mayer al fondo stretto della endzone (13-6 LV): proprio lì dove, allargatosi inizialmente da Olave/Juwan Johnson, Shough raggiungerà con un 3rd e goal ancor più chiuso Fant (13-13), con Jeanty che, sopravvivente ad un paio di botte simultanee, riconsegna a Gay le nuove chiavi di apertura dei pali avversari (16-13 Raiders). Il divertimento previsto, insomma, sembra esserci tutto, e ancor più se ogni vantaggio parziale trova una istantanea, profittevole reazione nemica: qui, ad esempio, via Etienne/Kamara, Shough prima accompagna Vele ai confini del secondo sorpasso-Saints di giornata, quindi gira da Juwan Johnson la palla di un ineccepibile misdirection-play (20-16 NO), mentre un pò Jennings, in parte il compagno Heyward, frenano - con ricopertura-fumble di Howden - il relativo kick-return di Laube, da cui Shough rinnova per esterni i festeggiamenti del Mercedez Benz Stadium per la doppietta personale, roba non usuale, di Fant (27-16 Saints). Spetta ancora a Bowers, perciò, riattizzare - eccome - le fiamme al momento sopite, ma sotto sotto perennemente crepitanti, dei Raiders, giù spediti dalle 35 alla mèta di un touchdown assegnato al challenge, sulle tracce di uno stravolgente rushing trasversale di Mike Washington (22-27, Elliss mura il pass di conversione Cousins-Jeanty) e, a spregio altezzoso di un Olave sgorgante ovunque, la deviata-fumble - di Koonce, custodita da Crosby - di un pallone non ancora rilasciato da Shough. Il miracoloso aggancio rasoerba di Tucker, quindi, Cousins lo corregge di classe, stoccando su Cody White il centrale nascosto che pietrifica la copertura sorpresa di Blackmon, al netto di una seconda conversione negata a LV dal sack di Shepherd (28-27 Raiders), ma con riparo tempestivo di un'altra mano galeotta di Koonce, invadente l'area di lancio di Shough. LV, in serie, deve intercettare (Masses, riprendersi strada facendo - tramite Butler - il medesimo possesso perduto e, alfine, soddisfare a punti, via Cousins, la perenne fame agonsitica di Bowers (35-27 Raiders) in una partita ormai trasformata ma - guardando lo score - non finita, nemmeno quando Chinn attenta ad un altro turnover out, da contatto, vs Kendre Miller. Trattasi, anzi, a ben interpretare, della prova madre per un futuro sack-fumble dell'ex Panthers, recuperato da Taron Johnson e bissato in coda dall'ennesima, tragica persa di NO (Juwan Johnson), scippato stavolta da Dean/Stokes. Vincono i Raiders: i Raiders di Kirk Cousins, capiamoci, non (ancora) i Raiders di Fernando Mendoza.


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