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NFL 2026 WEEK 3 - Buccaneers 16 Vikings 20

Fabrizio Mancini
2 ott
Tempo di lettura: 2 min

In un momento di stagione germinale, ma già critico, peggiori avversari degli attuali Vikings difficile gli ancora al palo Tampa Bay Buccaneers potessero oggi incontrare, in casa o meno, all'indomani di una coppia di sconfitte che, all'opposto conteggio avversario, diventano una convincente vittoria doppia, figlia della notevole adattabilità di Minnesota alle più diverse condizioni di gioco di un tipico football-match. Quelle condizioni - di partenza - che, oggi, Kyler Murray-Jefferson, nell'immediato e per non subìrne di altrui, desidererebbero imporre agli avversari: completano l'operazione Reichard al piede (3-0 Vikings) e il maxi-slalom di kick-return di Myles Price dalle sue 14 alla mèta opposta (10-0 Minnesota), cui Tampa, perlomeno, obietta con Irving, l'aiuto di un facemask a favore di Dallas Turner e l'infilata-touchdown centrale di Mayfield per Hurst, a depistare Metellus/Theo Jackson (7-10). Eppure, occhieggiandogli nel casco, non sembra affatto sereno il quarterback dei Bucs, nonostante l'agonismo che gli è proprio sappia nasconderlo a dovere: Otton/Egbuka, a differenza di Mauch/Barton, vittime di un doppio holding consecutivo, cercano - riuscendoci - di non dispiacergli, idem McLaughlin, a segno al piede per un pari a 10 presto ricollocato in posizione di serio pericolo da Murray, lungo ok, a scendere in endzone dalle 41, su Addison, seguito in marcatura sino a fatale scivolata di Parrish (17-10 Vikings). Minnesota, che intanto ha Jefferson dolorante a bordo campo da un pò - non rientrerà, ma in Week 4 potrebbe esserci - macchia il rientro dall'intervallo nel flipper duplice di un contatto da 3rd e11 tra la mano di Vea, il casco di Brandel e l'intercetto-Bucs di A'Shawn Robinson, ma per ovviare alla rigiocata carente di Irving, spetta a McLaughlin farsi rivedere nel colpo al calcio del 13-17, mentre l'holding di Goedeke annulla, in fuoriuscita da un 3rd e 29, il big-play da estasiante touchdown - 85 yards complessive - a firma congiunta Mayfield-Godwin. Roba da andarsene a casa già ora, ma non per Tampa che, anzi, nel restare concentrata, si accorge pure di come, pur da ennesima flag ricevuta (Durham), un controfallo gratuito di Metellus e il field-goal di sanzione di McLaughlin (16-17) può farti rinascere in qualsiasi istante: Vikings, peraltro, non meno "ingialliti" dagli arbitri - FriesDonovan Jackson - anche a seguire, a dispetto di un Aaron Jones fuori da un 4th minimo, con field-ok di Reichard dalle 56 (20-16 Minnesota) e Mayfield, costretto/infortunato sull'invadenza di Cashman al pass di un 4th e 13, pure intercettato da Van Ginkel. Eppure, i Vikings non la sfangano ancora: il 3 su 3 di Reichard, al calcio, nonostante Aaron Jones, sposta solo sul +7 uno score (23-16) perciò recuperabile dai residui Buccaneers di Jalon Daniels, rookie quasi omonimo del collega di Washington, a sua volta intercettato da Rodgers al quarto pallone toccato. Vince, adesso sì, Minnesota.

 
 
 

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