NFL 2026 WEEK 2 - Jets 17 Packers 20
Avevano contro i nuovi, ancora inesplorabili, Tennessee Titans di coach Saleh, d'accordo, ma in Week 1 si era già visto del molto meglio più tra i New York Jets che non tra i Green Bay Packers, sciaguratamente annegati a Minneapolis nel naufragio di un -29 di parziale conclusivo: entrambe le truppe, quindi, con altrettanto/tanto da dimostrare oggi, in un piovoso MetLife, tra il progresso di una conferma e l'obbligatorietà di un subitaneo riscatto. Obiettivi in verità lontani per un quarto quasi intero, perché è proprio col cronometro a zero del primo periodo che a Kaleb Johnson riesce di allungarsi in un super-rushing, messo a profitto dall'insperata quanto reale visione di un imbocco aperto che Lloyd centra in presa-touchdown, pescato sul corto, altezza ultime 6-Jets, da Jordan Love, ad (7-0 GB): Geno Smith, più o meno come a Nashville, inizia allora ad intersecare i pezzi di composizione di una regia ben equilibrata che, senza prescindere da Garrett Wilson/Mitchell e non disprezzando l'interferenza intermedia di Nixon, contempla principalmente gli spunti travolgenti di Braelon Allen, qui ridotti al singolare di un unico scatto davvero rilevante, ideale in effetti per il 7-7. Bailey, più avanti, non godrà del riconoscimento-challenge di un fumble-Packers effettivamente ricoperto da Kraft, stessa storia quando è Jennings a proteggere le 24 gialloverdi da una persa, via sack newyorkese di Briggs, da Love: i Jets, insomma, figurano anche a distanza assai più tonici, sì nel complesso delle gesta individuali di Braelon Allen/Isaiah Williams, ma soprattutto perché opposti ad una GB statica anche sul piazzato di una secondaria troppo chiusa addosso a se stessa, in sognante contemplazione dell'appoggio stretto a punti pieni Smith-Garrett Wilson (14-7 NY). Un prodromo di risveglio ospite ampiamente mendace, poi, quello, suonato via sack da Edgerrin Cooper, se Phillips chiude nella cassaforte dei Jets la palla di un fumble di Lloyd, sbalestrato dal colpo furtivo dell'ex Enagbare, mentre Isaiah Williams procaccia al piede di Sanders lo spazio necessario, anche al lordo di un autodelay, per centrare i pali (17-7 NY): soffocati da un siffatto stato da emergenza rossa, tuttavia, eccoli dunque i veri Packers invocare l'aiuto doppio di Skyy Moore, tra operazioni da special-teamer di ritorno e logorante lavoro sugli snap, con l'interferenza avversa di Thomas utile anche a metter d'accordo il duetto Love-Watson sulle misure del susseguente, furbesco play-action del 14-17. Moore, intanto, proprio riportando un punt di McNamara, dilaga di brutto (63 yards), Gardner forza vanamente un drop non destinato all'intercetto rocambolesco di Bailey e il field-goal di Smack indirizza incredibilmente verso l'overtime un match che, aspettandone la coda supplementare, NY - stoppata forte a centrocampo, di 4th down, vs Braelon Allen, da Van Ness - non sa dilungare oltre: nel dentro/fuori decisivo, alfine, piegati da un paio di sack misti a penalità, Jets con tutto da rimetterci e, freschi come appena svegli, i Packers che, sulle tracce di Brooks/Golden, giungono vittoriosi al traguardo delle 26 yards, varcate al piede dal field-goal di Smack. 20-17 GB.


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