NFL 2026 WEEK 2 - Cowboys 37 Commanders 20
Già movimentatissima la NFC East, con tre partite incrociate in due giornate: eccola la terza, Dallas Cowboys-Washington Commanders, e che bel match vedremo, grazie anche alla mano, finalmente d'autore, di Dak Prescott, da sola o quasi, nei primissimi affondi di giornata, interessata alla ricerca esclusiva di Lamb, tra le 46 texane e il fondo della endzone, dove Sainristil si lascia malamente staccare (7-0 Cowboys). Un tema d'attacco che spossa implacabile Washington anche a seguire, fino almeno all'intercetto-Commanders di Nick Cross, peraltro degenerante in safety, senza l'offside di invalidamento generale di Omenihu, per il tackle in endzone a firma del medesimo 88 di Dallas: Aubrey, perciò, segna al piede (10-0 Cowboys), con McLaurin ad annullare una sua stessa infrazione offensiva e Croskey-Merritt in anticipo su Winters nel recupero-fumble dell'ok obbligato al field-goal del 3-10 insaccato da Stevens altezza 27. Prescott, nel frattempo, differenziando una mono-idea di gioco perentoria quanto finora micidiale, centra Ferguson in touchdown (17-3 Dallas), mentre Daniels, che se ne piomba giù di scramble per l'AT&T in un connubio podistico, con Rachaad White di faticosa resistenza avversaria, allarga pure a punti Diggs dalla breve (10-17) ma, quando anche Croskey-Merritt entra da quarto partecipante nel cuore dell'arrembaggio successivo, sfuggirà a Washington, in appena tre secondi, sia il tempo della marcatura pre-halftime del pari, sia la possibilità di rivedere all'azione, alla ripresa del match, il suo quarterback, ferito ad un gomito (solo una lussazione?). L'egregia connessione al match di Mariota, tuttavia, non avvilisce troppo coach Quinn, tantomeno McLaurin e, perfino, Dyami Brown, pur non fortunato nell'aggancio volante, sugli esternissimi della endzone avversa, di un ovale incompleto: dalle 47 Stevens, al calcio, rimedia comunque per quanto può (13-17), idem Chaisson, previdente scoglio limitativo, via sack, delle aspettative-touchdown dei Cowboys, ridotte all'osso di un altro field-goal di Aubrey (20-13 Dallas), ma riattizzate a breve tanto dalla ripresa - Winters - di un fumble Barham-Dyami Brown quanto, un paio di down più avanti, da una artigliante ricezione a mèta di Ferguson, l'indivisibile gemello odierno di Prescott (27-13 Cowboys). Eppure Mariota riesce di nuovo a far riprendere il miglior tono possibile alla pugnalata autostima di Dyami Brown, seppur non oltre - troppe le flag anti-Commanders conteggiate in un unico drive - i confini di un field-goal, peraltro mancato da Stevens, e da distanza ben inferiore a quella - le 60 - varcata, attraverso Flournoy/Javonte Williams, da Aubrey (30-13 Dallas): alla ammirevole Washington dello stato attuale, che molte ne tenta, ma poche ne imbrocca, manca solo l'utilizzo reiterato di Antonio Williams, con magnificente trasversale di Mariota imbracciato, in mezzo a Bell/Downs, da Diggs (20-30), che Prescott-Lamb emulano al top della loro maniera e su due maxi-distanze differenti. Distanze che, sommate all'ultimo, quadruplicato 2nd e 6, stabilizzano sul 37-20 lo score conclusivo: vincono i Cowboys.


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