NFL 2026 WEEK 1 - Texans 31 Bills 36
Aggiornamento: 18 set
Tornati ormai da un pò a contare parecchio nelle considerazioni critiche dei media USA, e con coach Ryans in panchina anche di più, gli Houston Texans, mentre per i Buffalo Bills, belli senza ballare da altrettanto, inizia oggi una nuova era tecnica: non per caso, del resto due squadre che, di recente, si sono spesso viste l'una contro l'altra nei e per i playoff e che oggi, invece, nel "nuovo" Reliant Stadium, aprono i rispettivi campionati con la stoppata retroscrimmage di Lassiter a Josh Allen, subito (mal) incaricato di varcare un immediato 4th e 1. Nella metacampo dei Texans dice peggio a Stroud, sackato con fumble, raccattato da Oliver, di Rousseau, per uno scambio Kincaid-Shakir al salto insufficiente di un gioco da 12 yards che, convertito di nuovo in 4th minimo, diventa l'occasione del field-goal di riparo del 3-0 Bills, calciato ok da Bass dopo il fischio di un too many men a carico ospite. Con Stroud, stavolta, duetta bene Klein, mentre la gran reverse di Nico Collins è preludio ad una disumana presa a uscire del mai troppo ben inserito, nell'Olimpo della NFL, numero 12 di Houston: della restante incombenza, poi, quella dei punti, si interessa l'imprendibile rushing di Montgomery, trascinando in endzone anche il blocco amico di Ingram (7-3 Texans), ma tuona altresì super, anticipato da un parimenti bel ritorno di Dortch, con un duplice Shakir di rinforzo, il long-scramble,direttamente a mèta di Josh Allen (10-7 Buffalo), subito emulato per vie intermedie da Stroud, a rinverdita ispirazione del secondo sprint vincente di Montgomery (14-10 Houston). Sembra essersi riscaldato a dovere, nel frattempo, anche Allen, pur qui invitato ad affondare il coriaceo sneak del 17-14 Bills dalla generosa interferenza che gli arbitri imputano, in azione di protezione dell'area-touchdown dei Texans, a Lassiter, a differenza di come le stesse "zebre" trattino un impagato fallo ospite più chiaramente rimarcabile (Igbinosun vs Hutchinson): intanto il braccio di Allen riprende a luccicare, pur con il resto del corpo in disequilibrio in un profondo da 38 yards a pescare Kincaid, con D.J. Moore comodamente in surplace nella traversata-touchdown residua, una volta sfuggito alla mancata copertura volante di Blankenship (24-14 Buffalo). Quando, però, tocca pure a Benford incassare un gravoso giallo-flag, ecco scatenarsi l'arcuata catch and run di Noel, dai guadagni della quale Stroud schiocca in touchdown un centrale nascosto da Nico Collins all'occhio, comunque distratto, dello stesso Benford (21-24): Edwards, però, rende su Allen la pariglia delle scorrettezze e, pur riparandone di sack gli effetti più onerosi, non salva i Texans dal field-goal ok di Bass (27-21 Bills), con Moreau/Nico Collins saggiamente alternati da Stroud in predisposizione all'ultima assistenza alla mano, allungata in endzone da Montgomery (28-27 Texans). Kincaid, però, si perpetua l'inamovibile pilastro ricezionale di un qualsivoglia ovale maneggiato da Allen, l'assioma vivente del quanto determinante sia la costanza di rendimento, nelle performance individuali di un match del genere, dove un "semplice" colpo al calcio (Bass dalle 33, 30-28 Buffalo) conta quanto un touchdown: Houston, dunque, a dispetto di un holding di Hersey, invalidato da Hutchinson, risistema lo score a proprio vantaggio (ok Fairbairn al piede, 31-30 Texans), ma vale miliardi, di contro, la ricopertura di Torrance ad un tackle-fumble Stingley-Cook che, lasciato indietro da Kincaid in prorompente progressione, Palmer allontana di ulteriori chilometri, incontrando a mèta il fendente di Allen, non completato dal fondocampo della susseguente, trasversale conversione alla mano (36-31 Bills). Un fallito arrotondamento che non peserà quanto le perdite rovinose subìte in pochi secondi da Stroud: il rovescio della medaglia di una reiterata, valente collaborazione con Schultz che il sack-fumble di Rousseau - raccoglie Bernard - manda al macero di una disgraziata sconfitta. Vince, perciò, Buffalo.


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