NFL 2026 WEEK 1 - Panthers 37 Bears 59
Da quel che ci hanno fatto vedere un anno fa, perché non poter considerare Carolina Panthers-Chicago Bears tra le partite più interessanti di Week 1 2026? Per certi versi lo sarà, anche per la presenza ispirata di Bryce Young e Caleb Willams ai rispettivi passing, col primo innescato dal fumble-Bears in caduta Okereke-Burden e sontuoso nella sbracciata larga da 26 yards che accontenta Coker, anche ri-cercato dalla stessa parte per far festeggiare a Carolina il proprio 7-0 di partenza. Di là il medesimo Burden si allontana per metà da un 3rd e 10 da holding di Bradbury, con Caleb Williams all'allungo decisivo, sfuggendo a Umanmielen, a ruota del super-rushing, di poco precedente, di Swift (7-7) e, riacquisito il comando del possesso, profondissimo verso le 5 dei Panthers per l'ingresso ufficiale in partita di Romeo Odunze: la sprintata di Swift, stavolta, chiude dalla breve il drive sul 14-7 Chicago, mentre Williams insiste variegatamente nella ricerca del pallone migliore da servire a Monangai e, soprattutto, altezza 22, per il tuffo a uscire di Kmet (21-7 Bears). Sollecitato in tal modo dal rivale, riecco allora Young, ad identica opera di lancio - due volte, nell'ultima invano inseguito da Stevenson (14-21) - su Coker mentre, per rispetto, Carolina si dà da fare anche in campo opposta, con il duo Bobby Brown/Scott a fermare proprio Williams sullo scrimmage di un 4th minimo: un bell'invito alla riscossa louisiana, firmata - via McMillan/Hubbard - dallo scramble-touchdown di Young (21-21), ma subito ridimensionata nel furto-ovale di Kaden Davis ad un aggancio da punt bucato da Jimmy Horn, troppo fiducoso nella facilità di interpretazione di una traiettoria di atterraggio di cui invece diffidare di brutto. Swift, almeno, con Raymond, perdona qui i Panthers, puniti solo dal field-goal ok di Santos (24-21 Chicago), ripartiti baldanti attraverso il mezzo Bank of America Stadium scalato da Young-Brooks, con completamento finale del percorso concretizzato al piede dall'esecuzione di Fitzgerald (24-24). Caleb Williams, allora, si riarma d'improvviso: Raymond gli blocca in tuffo un abbondante 3rd e 11, Burden fa più o meno ugual profitto immettendo i Bears nelle 30 avverse e, a chiudere, proprio il quarterback ospite scatta a punti, di scramble, tra i blocchi di Thuney/Braxton Jones (31-24 Chicago). I Bears, allora, per eventualmente ancora riallungare prima dell'intervallo e pur intercettando in volo Young, di tempo non ne hanno: questione, insomma, da riaggiornare al rientro, dopo magari il bel riavvio di Carolina, con Waller/Tremble scorta nutrita dell'accelerazione di congedo di Hubbard, mancata nel placcaggio d'emergenza di Street (31-31), ma anche Chicago, in avanscoperta, graffia a ripetizione (Raymond, onnipresente), incassa - annullando un 2nd e 20 da holding di Loveland - un roughing ingenuo da Derrick Brown e rispedisce Swift a volare in endzone (38-31 Bears). Qui, chissà, temendo forse di non riuscire a trattenere a lungo l'impeto nemico, i Panthers, con Young, azzardano un imprendibile 4th alla mano, imprendibile come la fuga susseguente in touchdown di Monangai (45-31 Chicago) e degli stessi Bears, da questo preciso momento fino al termine: Bush, intanto, depreda McMillan, Raymond/Burden riprendono a dilagare, Derrick Brown intercetta Caleb Williams, ma in offside, e Okereke non può contestare sull'esterno corto del 52-31 Bears (Jahdae Walker). Forse tardi, eppure Carolina reindividua una sfocata linea di azione con la catch and run di Hubbard, mentre una presa angolare di Coker (37-52, Odeyingbo ribatte l'extrapoint di Fitzgerald) rinvia la moderata esultanza dei consapevolmente sconfitti Panthers per un touchdown segnato due down prima da Evans, ma invalidato da una simultanea interferenza: a quattro minuti esatti dalla fine, infatti, i rushing sfrenati di Monangai e, indisturbato dalle 28 alla endzone, Swift fissano sul 59-37 lo score da record aasoluto in una partita inaugurale di NFL. Vincono i Bears.


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