NFL 2026 WEEK 1 - Chargers 14 Cardinals 26
Los Angeles, che boccia già i Rams, anela ora in fortune cittadine maggiori, stavolta con il "vero" fattore campo a disposizione del SoFi Stadium, sperando nei Chargers: con occhio sospettoso, però, non si sa mai, da volgere attentamente verso gli attuali Arizona Cardinals, strarinforzati almeno in quell'offensive-team al quale Brissett accoppia Bourne a McBride, sbrigliando dalle 5 la run d'angolo del rookie da terzo pick assoluto Jeremiyah Love (7-0 Cardinals). Pronto, comunque, alla risposta Herbert, tra un McConkey motivatissimo e Hampton, giù anch'egli in una run-touchdown resistente ad un paio di scontri frontali, spinta a punti, per sicurezza, dalle mani sulla schiena del compagno di Tre Harris (7-7): Brissett, di là, tolto di mezzo, via McBride, un 1st e 20 da holding di Froholdt, lobba invece profondo per un drop di Michael Wilson, nemmeno parzialmente riparato al piede dal field-goal - sul palo - di Ryland, disposto tuttavia ad aspettare una chance perlomeno paritaria offertagli presto dal fumble Wingard-Hampton, ricoperto da Jayden Williams. Una manna che Love mostra di voler accettare, come pure McBride/Bourne, ma soprattutto il Ryland di cui sopra, cui spetta la mansione decisiva, quella dell'esecuzione al piede (10-7 Cardinals): un'interferenza di Burke, tuttavia, assieme agli introiti di McConkey/Gadsden, potrebbe rovinare l'idillio, se solo L.A. si limitasse a reimpattare lo score, anziché giocarsi alla mano, con Herbert, un 4th down, sackatogli retroscrimmage da Stills. Come non bastasse, ecco pure Michael Wilson cementare le forze illimitate di McBride, a dispetto di un facemask di Parish Johnson, causa inesorabile di un nuovo colpo al piede di Ryland (13-7 Arizona) cui Brissett, in ripartenza post-intervallo, fa susseguire una splendente uscita lungolarga su Harrison: Bourne, dunque, lascia bussare ancora alla porta dei pali il suo indaffaratissimo kicker (16-7 Cardinals), con corrispettiva interferenza - di Melton, assai contestabile - contro Tre Harris, castigata da Herbert per McConkey, un muro di occultamento, sugli esterni della endzone, ad annientamento delle facoltà contenitive di Gibbens (14-16). Saltuari episodi d'inciampo o meno, però, appare piuttosto chiara la miglior condotta generale, pur interna ad una partita ancora in forse, di Arizona, rapace su un punt-Chargers di Scott con stoppata di Fehoko, recupero-fumble di Ingold, esiziale assistenza-touchdown Brissett-McBride, neanche solleticata dalla lenta avanzata di opposizione di James (23-14 Cardinals) e un intercetto di Wingard ad un profondissimo di Herbert, doloroso quanto un successivo 4th al pass del quarterback di L.A., ricevuto sì, ma non dove servirebbe, da Njoku. Ben più attento, in ribattuta-turnover, il conteggio-yards di Allgeier, protrattosi scientemente fino alle 49 del field-goal finale di Ryland. 26-14 Arizona.


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